Alimentazione: impariamo dal Sud America…

Redazione 25 luglio 2007 0

25/07/2007

Nel mondo esistono molti popoli, ognuno con le proprie caratteristiche culturali. Tra queste vi è anche la cucina. Purtroppo la globalizzazione rischia di omologare ciò che si mangia, con il pericolo di perdere dei veri e propri tesori alimentari. Uno delle Regioni più ricche sotto il profilo culinario è il Sud America.

Sappiamo quanto le diete iperproteiche siano in questo momento “di moda”, a scapito del consumo di carboidrati, estremamente (eccessivamente?) diffuso nei paesi latini e in particolare dell’America del Sud. A questo viene – in parte giustamente – attribuita la “rotondità” o la crescente obesità di alcune popolazioni. In realtà le dinamiche sono molto più complesse. Si mangiano meno cereali integrali, più grassi saturi e zuccheri raffinati. Si cucina di meno e si esce sempre più spesso, magari per andare al “fast food”.

La conferma arriva dal mensile colombiano Gatopardo, che pubblica un reportage sul Messico di Diego Gómez-Pickering intitolato “Un paese rotondo”. A furia di tortillas, quesadillas, patate e bevande gassate, “i messicani stanno diventando tra i più grassi del mondo. L’indice di persone sovrappeso in Messico è il più alto dell’America Latina e sta raggiungendo i livelli preoccupanti degli Stati Uniti”.

Le ragioni dell’aumento dell’obesità sono varie, non tutte legate all’imitazione di modelli sbagliati provenienti dall’estero: “La dieta messicana è ricca di zuccheri, grassi e carboidrati. Solo a Città del Messico ci sono centomila punti di ristoro che vendono torte, quesadillas e tacos”. La vita sedentaria fa il resto: “Molti si muovono poco e mangiano male e sempre di fretta”.

La diffusione di cattive abitudini alimentari sta causando un aumento dell’obesità anche tra i giovani. “Secondo uno studio pubblicato nel 2004, il 24 per cento dei ragazzi cha hano meno di vent’anni è sovrappeso. In altri paesi del Sudamerica, come il Cile e il Perù, i ragazzi obesi sono solo il 14 e il 12 per cento”.

Su quella che possiamo quindi definire “la faccia allegra dell’america” anche dal punto di vista alimentare, il Festival Latinoamericando 2007 dà un ampio spaccato al Forum di Assago a Milano. Un vero viaggio nella cultura alimentare di popoli che la globalizzazione tende a omologare e invece possiedono tesori di conoscenze insostituibili in campo alimentare.

Qualche esempio la quinoa, coltivata soprattutto in Cile e Perù, testimone della preziosa biodiversità delle specie vegetali di quelle terre, e conosciuta dagli Inca come “grano madre”, la quinoa è una pianta della stessa famiglia di spinaci e barbabietole (chenopodiacee), e non un cereale come molti pensano osservandone i semi, molto simili a quelli del miglio.

Tereré (bevanda a base di yerba mate) – Il mate è una sorta di tè del Sudamerica: si tratta di un’erba dalle proprietà diuretiche ed energizzanti che si beve in forma di infuso, o nel tradizionale recipiente chiamato bombilla, con la sua cannuccia munita di filtro, o preparato come noi prepariamo, appunto, il tè (in questo caso si chiama mate cocido). In Paraguay e nel nord-est dell’Argentina il mate servito freddo si chiama tereré: all’acqua calda del mate tradizionale viene sostituita acqua ghiacciata, a volte aromatizzata con limone, oppure un succo di frutta (ad esempio di pompelmo). Si può sempre addolcire con zucchero di canna, è ideale nelle stagioni estive molto calde.

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