Anoressia, problema non solo al femminile

Redazione 28 marzo 2011 0

L’anoressia maschile, o visnoressia, è meno frequente di quella femminile e anche per questo è un problema difficile da diagnosticare. Riconoscere il problema è il primo passo per poterlo affrontare

Le immagini di modelle magrissime e di uno stereotipo femminile ci fanno pensare che l’anoressia sia un problema strettamente legato alle donne. Le statistiche però descrivono questo disturbo alimentare in netto aumento nei maschi, anche se il rapporto F/M è ancora alto (10 a 1). I dati parlano di circa 14-15 mila persone riconosciute anoressiche  nel nostro paese, ma si può pensare che i dati siano sottostimati specie appunto nei confronti della patologia maschile (visnoressia).

Se infatti una diagnosi di anoressia su una ragazza o una donna viene fatta dal medico piuttosto rapidamente, in un ragazzo o in un uomo viene effettuata con un certo ritardo. Nei confronti dei maschi si pensa infatti in prima battuta a una serie di altre patologie con sintomatologia analoga. Inoltre la sospensione del ciclo mestruale (il fenomeno più evidente dell’anoressia femminile) è un segno assai chiaro che fa individuare la malattia nelle donne. Un segno altrettanto chiaro sul fronte maschile non esiste; siccome negli uomini si assiste a un calo del desiderio sessuale, questo può in qualche modo essere associato all’assenza del menarca, ma è in ogni caso difficile da quantificare e da scoprire da parte del medico che si deve affidare all’autovalutazione del paziente.
Ciò fa sì che, in media, un maschio che soffre di disturbi alimentari arrivi alla terapia a circa 7 anni dall’esordio del problema, mentre per le femmine il tempo medio di latenza è di circa 4.

Esiste quindi una differenza di genere in questa malattia che, ad esempio nei maschi, insorge più tardi rispetto alle femmine, vale a dire attorno ai 19 anni. Le preoccupazioni fisiche dei primi sembrano essere legate all’assenza di grasso e all’evidente presenza della muscolatura, piuttosto che allo stretto controllo del peso così com’è nelle donne. L’eccesso di attività fisica nei maschi corrisponde all’abuso di diuretici e lassativi che si registra nelle femmine: gli uomini sono tutti concentrati nel tentare di arrivare a un fisico perfetto, questo anche a discapito del tempo da dedicare ad amici, partner, famiglia. Sentendosi fragile sia fisicamente sia psicologicamente il visnoressico tende a voler sviluppare il suo fisico per creare un guscio protettivo attorno a sé mascherando le proprie insicurezze dietro la forma fisica.
Il trattamento dell’anoressia maschile, così come quella femminile, una volta diagnosticata, procede per obiettivi intermedi e necessita di un approccio multidisciplinare che va da un intervento farmacologico affiancato da un approccio psicoterapeutico; in molti casi un percorso di psicoterapia familiare riesce a dare ottimi risultati e a far sì che la malattia venga gestita da tutti i componenti della famiglia con notevoli benefici.

Resta comunque, per l’anoressia, un denominatore comune fra i due generi, un messaggio socioculturale che colpisce entrambi: piacere agli altri per poter piacere a se stessi. Un imperativo che mette a dura prova l’autenticità e lo spirito di ciascuno, le proprie peculiarità, le debolezze e i punti di forza, le differenze di ogni carattere, ma anche di ogni fisicità.

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