Intolleranze: le correlazioni tra glutine, nichel e lattosio

Redazione 8 novembre 2016 0
Intolleranze: le correlazioni tra glutine, nichel e lattosio

Le intolleranze verso determinati cibi o elementi esterni, anche se meno preoccupanti delle allergie, sono un fardello con cui convivere, ma anche una sfida possibile da affrontare.
Spesso, rendendo più complicata la gestione, molti casi spingono a supporre l’esistenza di una sorta di “co-abitazione” tra questi tipi di reazioni.

Cerchiamo di analizzare le più diffuse: l’intolleranza al nichel, al glutine e le possibili correlazioni con quella al lattosio.

L’intolleranza al nichel, secondo il suo quadro sintomatologico (anche nei casi di allergia), si contraddistingue nella maggior parte dei casi per l’insorgenza di dermatite da contatto con questo metallo.  Tuttavia, essendo copiosamente presente in natura, anche i cibi contenenti o esposti al nichel, provocano disturbi tali da classificarlo tra le intolleranze di tipo alimentare.  Secondo uno studio presente su PubMed, infatti, il nichel costituisce circa lo 0,008% della crosta terrestre, e risulta presente nel mais, nel cacao e nei legumi (quali fagioli e lenticchie), nonché gli alimenti impacchettati industrialmente.
Una rilevante percentuale di pazienti affetti da sindrome allergica sistemica da nichel (SNAS), presenta sintomi quali nausea, meteorismo, dolori addominali, diarrea, costipazione e/o manifestazioni cutanee. La domanda che sorge a questo punto è se ci sono possibili correlazioni con altri tipi di reazioni alimentari e se, addirittura, queste possano co-esistere nello stesso organismo.
L’intolleranza al lattosio appare molto diffusa nei pazienti affetti da SNAS. Sulla base di alcuni risultati preliminari di uno studio pubblicato dalla rivista internazionale GastroJournal.org, si è giunti a supporre che in questi pazienti, un regime dietetico a bassa presenza di nichel possa ripristinare l’attività legata alla lattasi, avvalorando in tal modo una probabile correlazione tra questi due tipi di intolleranza.

Altra sempre più diffusa forma di intolleranza è quella legata all’assunzione di glutine, complesso proteico presente in alcuni cereali (frumento, segale, orzo, farro, spelta, kamut ecc.).  Una delle frazioni proteiche che costituiscono il glutine è la prolamina, che è responsabile dell’effetto tossico per l’intollerante.  Anche in questo caso, molte autorevoli fonti, tra cui l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti (AILI), attestano la simultaneità della celiachia, forma permanente di intolleranza al glutine, con i disturbi derivanti dalla carenza dell’enzima lattasi, poiché i celiaci sono predisposti geneticamente o acquisiscono anche l’intolleranza al lattosio.  L’intolleranza al glutine compromette i villi intestinali sulla cui sommità si trova, appunto, anche la lattasi.
C’è un’altra ricerca su PubMed  che  mostra come molti pazienti celiaci sottoposti al H2 breath test per il riscontro della intolleranza al lattosio, hanno palesato esito positivo (incremento di 20 ppm rispetto a concentrazione basale: indicativo di malassorbimento di lattosio), avvalorando l’ipotesi che le due condizioni possano coincidere.

L’intolleranza al lattosio, o difetto di assorbimento intestinale del lattosio, spinge molti a scegliere di evitare, talvolta in modo drastico, tutti i tipi di latte e derivati che, a causa di carenza dell’enzima lattasi, portano obiettive difficoltà alla digestione.

L’eliminazione di latte e derivati deve però essere totale?
Nel tempo, la ricerca ha portato alla diffusione di integratori utili a sopperire agli effetti della mancanza di questo enzima.  Una maggiore garanzia rispetto agli integratori è data dai farmaci a base di Tilattasi, disponibili in compresse masticabili, e che, se assunti prima di ingerire cibi contenenti lattosio ne permettono l’assorbimento, contenendo i sintomi.  Assaporare una buona pizza, un formaggio tipico o uno yogurt a colazione anche per chi soffre di tale intolleranza, non dovrà più rappresentare un ricordo.  Dunque non sempre è necessario rinunciare del tutto a tali alimenti, così da rendere la propria quotidianità più in linea coi propri gusti alimentari.

 

 

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