Apparato genitale femminile

Apparato genitale interno

Vista laterale

Ovaie
Le ovaie sono due ghiandole che svolgono una duplice funzione, ovogenetica e endocrina: consentono infatti la maturazione delle cellule uovo (ovociti) e liberano nel sangue gli ormoni femminili (estrogeni e progesterone).
Le ovaie sono sostenute da tre fasci muscolari: i legamenti utero-ovarici, i legamenti tubo-ovarici e i legamenti lombo-ovarici.
Da ogni lato delle ovaie si diparte un canale, la tuba uterina, attraverso cui passano le cellule uovo mature espulse dall’ovaio per raggiungere l’utero, dove può avvenire la fecondazione ad opera dello spermatozoo.

Tube uterine
Note anche come tube o trombe di Falloppio o salpingi o ovidotti, sono due condotti simmetrici lunghi circa 15 cm.
Si estendono tra l’estremità esterna dell’ovaio e l’angolo superiore dell’utero. Hanno il compito di condurre l’ovulo dall’ovaio alla cavità uterina affinché, una volta fecondato, vi si possa annidare.
Ogni tuba è costituita da quattro parti: una parte interstiziale, una istmica, una più ampia (ampolla) e l’imbuto o padiglione che scende verso l’ovaia.
La parete è formata da tre strati (o tuniche): una esterna e sierosa, il peritoneo; una muscolare media, formata da cellule muscolari lisce; una interna, mucosa, rivestita da cellule epiteliali munite di ciglia, che facilitano il passaggio dell’ovulo.

Utero
L’utero è un organo muscolare a forma di pera situato tra la vescica (anteriormente) e l’intestino retto (posteriormente). La sua funzione è accogliere l’ovulo fecondato, proteggerne e assicurarne lo sviluppo durante tutta la gestazione fino ad arrivare alla nascita del bambino.
L’utero varia di peso e dimensioni a seconda che la donna sia nullipara (non ha avuto figli) o multipara (ha già partorito): 6,5 cm di lunghezza e 45 g di peso nella nullipara, circa 1 cm e 20 g in più nella multipara.
Nella maggior parte delle donne l’utero si presenta antiversoflesso (cioè rivolto verso la vescica), ma nel 30% dei casi è retroversoflesso (cioè rivolto verso il retto): queste variazioni di posizione non rivestono tuttavia importanza sul suo funzionamento.
Un restringimento naturale (istmo), molto importante nel parto, divide l’utero in due parti: quella superiore, più ampia o corpo e quella inferiore o collo più breve e stretta che si affaccia nel canale vaginale.

Vagina
È un canale muscolo-membranoso lungo 6-7 cm anteriormente e 10-12 cm posteriormente, che si estende dall’utero alla vulva e il suo compito è quello di consentire il rapporto sessuale completo, far defluire il sangue mestruale e consentire l’uscita del feto alla nascita.
La vagina è elastica ed estensibile e, nella parte inferiore, si apre nella vulva con un orifizio che, nella donna vergine, è protetto da una sottile membrana, l’imene, destinata per lo più a lacerarsi in occasione del primo rapporto sessuale.

Apparato genitale esterno


Vulva
“Vulva” è il termine generico degli organi genitali femminili esterni: il monte di Venere, le grandi labbra, le piccole labbra, il meato urinario, l’orifizio vaginale e il clitoride.
Il monte di Venere è una sporgenza arrotondata di tessuto adiposo ricoperto di peli che in basso si confonde con le grandi labbra.
Le grandi labbra sono due spesse pieghe cutanee ricoperte da peli. Nel loro spessore sono contenute le due ghiandole del Bartolini che secernono un liquido mucoso che facilita il coito.
All’interno delle grandi labbra vi sono altre due pieghe simmetriche, allungate dall’avanti all’indietro, separate dal solco interlabiale, meno voluminose, le piccole labbra o ninfe, prive di peli che, in alto, si uniscono al clitoride (organo erettile analogo al pene) e delimitano il vestibolo della vagina.

Imene
Sottile membrana fibrosa che, nella donna vergine, chiude parzialmente l’introito vaginale. Si rompe, di solito, al primo coito, producendo una lieve emorragia dovuta agli scarsi vasi sanguigni in esso ordinariamente contenuti.
Qualche volta l’imene è tanto spesso e resistente da impedire la penetrazione del pene; in altri casi può essere talmente elastico da non lacerarsi durante il coito.
Nella normalità dei casi, l’imene ha nella parte centrale un’apertura che permette la fuoriuscita del flusso mestruale; talvolta si hanno due aperture e raramente più di due.

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