Gli italiani al sole

Redazione 28 agosto 2012 0

Presentati i risultati della nuova indagine Eurisko, promossa da Eau Thermale Avène, sulle abitudini e le conoscenze degli italiani in tema di fotoprotezione


Il sole regala all’organismo una piacevole sensazione di benessere e, in generale, fa bene alla salute, ma gli italiani sono consapevoli e informati dei rischi associati a una esposizione non corretta? Conoscono i concetti chiave della protezione solare? Adottano le giuste strategie preventive?
Queste sono solo alcune delle domande alle quali ha voluto dare risposta la ricerca “Gli italiani al sole”, commissionata a GfK Eurisko da Eau Thermale Avène dieci anni dopo la prima indagine svolta su questo argomento.

Da quanto emerso dallo studio si può affermare, in estrema sintesi, che gli italiani si proteggono di più e meglio rispetto al passato, ma c’è tuttavia ancora molto da lavorare per creare maggiore consapevolezza, sia in alcune situazioni che tra alcune categorie particolari.
2 italiani su 3 si proteggono con cognizione, ma i rimanenti tendono a non proteggersi affatto, trascurando gli effetti dannosi delle radiazioni solari.
E anche la maggioranza “virtuosa” trascura spesso l’importanza di un’adeguata protezione in molte situazioni di esposizione involontaria (es. attività continuative outdoor), o in periodi dell’anno (es. la primavera) in cui si ritiene erroneamente che il sole non sia in grado di causare danni alla pelle.
Infine, all’interno del campione studiato (1.200 individui), i risultati emersi dal gruppo delle mamme di bambini e da quello dei lavoratori all’aperto sono stati analizzati con particolare attenzione: se le prime si dimostrano nella quasi totalità sempre più attente ai rischi per la pelle dei loro figli, imparando contestualmente a proteggere meglio se stesse, i secondi devono invece aumentare il loro livello di consapevolezza dei pericoli per la salute connessi a un’esposizione “incontrollata”.
Nasce da queste considerazioni la sfida per il prossimo decennio: non abbassare la guardia e proseguire sulla via intrapresa. Con l’aiuto di specialisti, media ed esperti del settore, lavorare cioè ancora più a fondo sull’informazione e sulla divulgazione, per diffondere un’educazione all’esposizione sicura, non stancandosi mai di sottolineare che senza adeguata protezione il sole può trasformarsi in un serio pericolo per la nostra salute.

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