Presto tutti centenari?

Redazione 27 luglio 2012 0

Vivere fino a cent’anni a breve potrebbe non essere più un sogno irraggiungibile. Lo dicono gli scienziati, i medici e i genetisti che, accanto all’indiscutibile valore del loro lavoro e dei loro successi, indicano altre semplici vie per raggiungere questo risultato: vita sana, attività sportiva e mente vivace.

Il Nobel 2010 per la Medicina conferito al genetista Robert G. Edwards ha riacceso il dibattito accademico sulle terapie genetiche i cui indiscussi benefici in termini di salute e qualità della vita incontrano però obiezioni di carattere etico.
Edoardo Boncinelli, docente di Fondamenti biologici della conoscenza all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, offre un contributo interessante alla questione nel suo recente libro “Lettera a un bambino che vivrà 100 anni”, pubblicato da Rizzoli.
“Allo stato di natura – ha dichiarato il professore durante un’intervista alla stampa in occasione della presentazione del libro – l’uomo vivrebbe al massimo 25 anni, ma il miglioramento dei fattori ambientali (alimentazione, condizioni igieniche e capacità di combattere le malattie infettive) ci ha portato solo nel secolo scorso a un allungamento della vita del 30%”.
Negli ultimi quarant’anni la vita media dell’uomo ha guadagnato un decennio e negli ultimi dieci due anni e mezzo. In pratica ogni anno che passa ci regala un trimestre in più di aspettativa di vita.
“Presto – aggiunge ancora Boncinelli – avremo una vita media di 100 anni e secondo alcuni ricercatori si potrà arrivare anche fino a 120, ma ci vorranno ancora 30 o 40 anni di studi e lavoro”.
Questo risultato, secondo il professore, si potrà raggiungere non solo grazie ai progressi della scienza e della medicina, ma anche consumando cibo sano, svolgendo regolarmente attività fisica e mantenendo la mente sempre impegnata.

Le vie della medicina
In ambito medico e scientifico, lo sviluppo di terapie sempre più efficaci per il miglioramento della salute e della vita dell’uomo passa attraverso tre principali “vie”.
La prevenzione e la cura delle malattie, per cui oggi siamo in grado di diagnosticare e quindi curare per tempo, e sul nascere, patologie fino a pochi anni fa considerate mortali. Un esempio molto evidente arriva dal campo dell’oncologia: il tasso di guaribilità dei tumori in Italia è cresciuto di quasi il 30% nell’ultimo decennio, fino a raggiungere oggi la percentuale del 58%. Ad affermarlo è il presidente della Lega Italiana Lotta ai Tumori, Francesco Schittulli, in un suo intervento all’interno dei lavori del Convegno Nazionale LILT “Comunicare per prevenire”, tenutosi a Roma lo scorso ottobre.

Il trapianto
Anche il miglioramento qualitativo e quantitativo delle tecniche di trapianto ha portato oggi in Italia a risultati eccellenti. Secondo i dati pubblicati dal Centro Nazionale Trapianti del Ministero della Salute, a fronte di un aumento di oltre il 14% medio annuo nelle attività di donazione per il periodo 1992-2009, nel nostro Paese il numero dei trapianti ha superato le 3000 unità. Inoltre, il 90% dei pazienti sottoposti a trapianto di rene in Italia, oltre l’80% di quelli sottoposti a trapianto di fegato e ancora oltre il 90% dei trapiantati di cuore, è oggi pienamente reinserito nella normale attività sociale.

La manipolazione genetica
Alcune specie viventi durano solo poche ore, altre secoli. Tutto dipende dai diversi DNA, dai diversi codici genetici che presiedono i processi cellulari coinvolti nell’invecchiamento. Per citare ancora una volta le parole del prof. Boncinelli: “…la maledizione genetica dell’invecchiamento: una ‘bomba a orologeria’ nascosta nel genoma che influisce sul processo di rigenerazione cellulare, facendo sì che le nuove cellule nascano con caratteristiche progressivamente peggiori delle madri”.
Su questi meccanismi interviene la manipolazione dei geni che, sebbene sia ancora una tecnica molto giovane, potrebbe in un futuro non troppo distante diventare lo strumento principale nelle mani della medicina per prolungare la giovinezza, la salute e anche le aspettative di vita.

Fantascienza… per ora
Un’ultima “via” per allungare la vita di un essere umano è quella che passa per la crionica, meglio nota come ibernazione, o per le tecniche di “mind uploading”, ossia il trasferimento cibernetico della coscienza su un supporto meccanico o informatico esterno al corpo. Scenari da fantascienza, per ora: i lunghi viaggi interstellari o i robot che evoluti diventano cyborg, mezzi uomini e mezzi macchina. Per ora. Non dimentichiamo infatti che molte cose ritenute un tempo fantasia sono poi diventate realtà: il sommergibile, la cui invenzione è accreditabile almeno in parte al romanziere Jules Verne, o l’elicottero, disegnato dal genio visionario di Leonardo Da Vinci alla fine del Millequattrocento e fatto volare per la prima volta dal tenente Enrico Forlanini solo quasi 400 anni più tardi.

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