PMA: il percorso per una nuova nascita parte da qui

Redazione 26 ottobre 2016 0
PMA: il percorso per una nuova nascita parte da qui

L’età media delle coppie che provano ad avere un figlio attraverso le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è aumentata: lo dice il rapporto del CENSIS dal titolo Diventare genitori oggi: il punto di vista delle coppie in Pma.
Si stima infatti che l’età media dell’uomo si sia alzata dai 37,7 anni del 2008 ai 39,8 del 2016.
Le donne invece, sono passate da 35,3 a 36,7.
Il rapporto 2016 ci dice inoltre che le coppie che si affidano alla PMA sono in cerca di un figlio in media da quasi 4 anni.
Fin qui la statistica. Dopo quanto tempo di ricerca è corretto rivolgersi a uno specialista? Ma davvero conosciamo tutto riguardo agli esami diagnostici cui sottoporsi? Siamo al corrente del percorso da intraprendere prima di affidarci alla scienza?

Per saperne di più, abbiamo chiesto al dott. Alberto Vaiarelli ginecologo, esperto in medicina della riproduzione, del reparto di PMA Genera della Clinica Valle Giulia di Roma.

Dopo quanto tempo di ricerca di una gravidanza una coppia dovrebbe rivolgersi a uno specialista?

Secondo l’OMS, una coppia si dice infertile dopo 12-18 mesi di rapporti sessuali mirati non protetti. Questa regola, naturalmente, esclude le coppie con condizioni cliniche particolari sia maschili che femminili che possano inficiare negativamente sulla fertilità. In taluni casi infatti sarebbe auspicabile che la paziente si rivolgesse quanto prima ad uno specialista.

Come mai vi è un aumento del numero di coppie che intraprendono un percorso di PMA?

La posticipazione nella ricerca della gravidanza da parte delle coppie è una delle cause più rilevanti dell’aumento del numero delle pazienti che fanno ricorso alle tecniche di PMA. Con l’aumentare dell’età, si verifica un depauperamento della quantità e della qualità della riserva ovarica. Altre cause di infertilità sono riscontrabili in patologie tubariche, disturbi endocrino-metabolici e alterazioni più o meno gravi del liquido seminale.

Come funziona la prima visita presso la vostra struttura? C’è bisogno di una prenotazione? È necessario esibire una documentazione?

L’accesso alla nostra struttura avviene attraverso la prenotazione telefonica di una prima visita per infertilità. Tale prenotazione può essere effettuata direttamente dal paziente, dal medico di famiglia o dal medico curante specialista.

Durante la fase di prenotazione, verrà raccomandato al paziente di portare con sé il giorno della prima visita, tutta la documentazione sanitaria pregressa in modo che possa essere consultata dal medico nel corso dell’incontro. Una volta fissato l’appuntamento, la coppia effettuerà la prima consultazione con noi medici specialistici del reparto di PMA GENERA, della clinica Valle Giulia. La prima visita è un momento molto importante sia per il medico specialista che per la coppia e per questo è fortemente raccomandata la presenza di entrambi i partners. L’infertilità infatti non deve essere vista come una problematica di un singolo individuo ma della coppia.

Perché il primo incontro è importante?

Il primo colloquio si divide in due parti: una prima parte deputata alla raccolta anamnestica ed alla visione degli esami diagnostici effettuati in precedenza con annessi eventuali trattamenti pregressi di PMA eseguiti in altre strutture. Una seconda parte nella quale si esamina analiticamente la storia clinica ed il percorso effettuato dalla coppia. Verranno prescritti esami del sangue e strumentali per completare l’iter diagnostico ed ipotizzare una strategia terapeutica personalizzata.

Quali sono i principali esami diagnostici che vengono prescritti per la donna e per l’uomo?

Gli esami diagnostici richiesti sono esami sia ematochimici che strumentali e hanno l’obiettivo di esplorare tutti i meccanismi connessi con la riproduzione alla luce delle attuali conoscenze. Tra questi, per la donna, un ruolo prioritario è rivestito dalla valutazione della riserva ovarica. Questa avviene sia con un semplice prelievo del sangue, analizzando i livelli sierici di un ormone chiamato Ormone Antimulleriano (AMH) che attraverso un’ecografia transvaginale mirata ad analizzare il numero dei follicoli antrali. L’integrazione di questi due parametri ci rivelerà quella che può essere definita età biologica della donna. Importanti saranno anche la valutazione dello stato coagulativo, immunologico ed endocrinologico della paziente nonché dell’anatomia funzionale delle tube e della cavità uterina. Per l’uomo, la valutazione dei parametri del liquido seminale (concentrazione, morfologia e motilità) rappresenta un passaggio obbligatorio nel work-up della coppia infertile.

 

percorso-della-coppia

Fig. 1 – Flow chart dell’iter diagnostico della coppia infertile presso il reparto di PMA GENERA della Clinica Valle Giulia (clicca per ingrandire)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo la vostra esperienza, quali sono le percentuali di successo delle tecniche di PMA?

Prima di tutto bisogna distinguere le tecniche di PMA in primo e secondo livello. Le tecniche di primo livello, quindi le inseminazioni intrauterine, hanno possibilità di ottenere la nascita di un bambino intorno al 8-10%. In merito alle tecniche definite di secondo livello, con la fecondazione in vitro, i risultati dipendono fortemente da due fattori: età anagrafica della donna e riserva ovarica. Il primo ha una stretta correlazione con l’assetto cromosomico degli embrioni che è uno dei fattori più importanti per ottenere una gravidanza. La riserva ovarica invece rappresenta un parametro importante nel predire la risposta ovarica in termini di recupero di ovociti dopo una stimolazione ormonale. Se la donna ha un’età anagrafica inferiore ai 35 anni ed una buona riserva ovarica le percentuali di successo si aggireranno intorno al 45%. Con l’avanzare dell’età e/o una riserva ovarica ridotta le percentuali di gravidanza diminuiscono. Tutti i risultati ottenuti nel nostro centro sono facilmente consultabili negli anni nel sito del registro nazionale di PMA del Istituto Superiore della Sanità.

Cosa consiglierebbe a tutte le coppie che ricercano una gravidanza?

Sicuramente il consiglio è quello di rivolgersi a strutture specializzate che si occupino a 360° della coppia sia da un punto di vista maschile che femminile. A volte molte coppie giungono da noi troppo tardi e dopo aver fatto trattamenti non idonei. La corretta informazione delle donne e degli uomini è per noi importante per poter individuare secondo scienza e coscienza e in accordo con la coppia il trattamento più idoneo per le nostre pazienti.

Una equipe a disposizione per un percorso spesso faticoso

Il percorso delle coppie affette da infertilità può essere faticoso non soltanto sotto il profilo medico, ma anche sotto quello umano e psicologico, come sottolineato dal Dott. Vaiarelli. Molte sono le aspettative e le ansie che vengono riversate dai futuri genitori per ogni tipo di trattamento. Per questo motivo la professionalità, la correttezza e l’etica professionale sono dei requisiti fondamentali per poter instaurare un solido rapporto medico-paziente.

Il reparto di PMA GENERA della Clinica Valle Giulia mette a disposizione della coppia una equipe di professionisti giovani e di eccellenza (ginecologi, andrologi, urologi, biologi, embriologi, genetisti, psicologi) dal primo incontro fino alla conclusione del percorso e anche oltre, se necessario. Un lavoro di squadra per un obiettivo comune: l’ottenimento di una nascita.

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