I problemi della gravidanza over 40

Redazione 8 luglio 2009 0

Sempre più donne scelgono di diventare madri dopo i 40 anni, a causa della vita moderna che tende ad imporre una scelta tra la vita privata e quella lavorativa. Tuttavia i rischi per chi fa questa scelta sono tanti quanti gli aspetti positivi. Vediamo insieme quali sono.

Diventare mamma dopo i quarant’anni appare oggi una scelta sempre più diffusa: quasi 5 bambini ogni 100, infatti, vengono partoriti da mamme over 40, una percentuale doppia rispetto alle medie di Francia, Spagna, Olanda, Svezia e Stati Uniti.
I motivi per cui si posticipa la gravidanza vanno dal privilegiare la carriera, ai ritmi frenetici della quotidianità che poco spazio lasciano a quelli “umani” di un bambino, alla difficoltà di incontrare l’uomo giusto.

Gli aspetti positivi di questa tendenza sono molti, in particolare quello della maggior consapevolezza della maternità, di un maggior equilibrio personale e di una maggiore probabilità di poter offrire al bimbo un buon tenore di vita.
Tuttavia esistono anche degli aspetti negativi.

In primo luogo, una maternità “tardiva” presenta un maggior rischio di interruzione della gravidanza, dovuto sia alla diminuita capacità dell’embrione di svilupparsi, sia all’aumento di aborti spontanei, sia al pericolo di gravidanze extrauterine.
Anche le possibilità di restare incinta diminuiscono con l’aumentare dell’età: secondo i dati del Registro nazionale procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’Istituto Superiore di sanità il periodo più fertile per una donna è quello che va dai 20 ai 25 anni; la probabilità di una gravidanza viene dimezzata a 35 anni, subisce un ulteriore calo (del 20%) fra i 35 e, oltre i 40 anni, si riduce fino al 5-7%.
In questi numeri non si tiene comunque conto delle individualità che sono forti e dipendono non solo dalla predisposizione di ognuna, ma anche dallo stato di salute e da fattori psicologici.

Con il passare del tempo, l’ovulo fecondato si annida sempre più di rado nell’utero, oppure, una volta annidatosi, non si sviluppa.
Inoltre, i disturbi cromosomici, sempre più frequenti, provocano aborti spontanei ancora prima che ci si accorga di essere incinte.

Per ovviare ad alcuni di questi problemi le trentenni in carriera che non trovano il tempo per fare un figlio, preferiscono congelare i loro ovuli in apposite banche commerciali sorte presso alcuni ospedali, in attesa di utilizzarli al momento giusto.
Ma anche i tassi di successo della fecondazione in vitro calano notevolmente con l’aumentare dell’età della donna:

ETA’TASSO DI FECONDAZIONE
IN VITRO (%)
fino a 28 anni44%
29-30 anni30%
31-34 anni25%
25-39 anni18%
40-42 anni10-11%
43 anni10%
44 anni3%

(Dati 2006 – Registro Nazionale Pma)

Se fin qui abbiamo valutato i problemi fisici, vale la pena pensare anche a quelli legati alla “gestione” di un figlio. Avere un figlio a 40 anni significa anche trovarsi, fra i 45 e i 65 anni, a dover affrontare contemporaneamente la crescita di un bambino, il declino dei propri genitori e le vampate di calore e gli sbalzi d’umori causati dalla menopausa.

Fare un figlio è una scelta importante a qualunque età: bisogna sempre soppesare i pro e i contro quando si decide di diventare madri.

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