L’insensata paura del cibo

Redazione 23 novembre 2009 0

La paura di ingrassare e l’eccessiva enfasi attribuita alla forma fisica, possono portare all’insorgere di disturbi dell’alimentazione, come l’anoressia nervosa. Un recente studio dimostra le adolescenti colpite sono in preoccupante aumento.

L’anoressia nervosa è uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare e consiste nel rifiuto di mangiare, soprattutto dovuto alla smoderata paura di aumentare di peso.
Secondo i criteri diagnostici del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Desorder (DSM-IV), il manuale internazionale di riferimento per gli psicologi, si può parlare di anoressia nervosa quando si manifestano contemporaneamente quattro caratteristiche:

  • perdita di peso maggiore del 15% del peso ottimale (considerando età, altezza e sesso);
  • intensa paura di acquisire peso;
  • eccessiva influenza del peso e della forma fisica sui livelli di autostima;
  • assenza di almeno tre cicli mestruali continui.

Per poter soddisfare la loro tendenza a dimagrire, le persone che soffrono di anoressia sono solite mettere in atto comportamenti tipici, grazie a cui è possibile suddivide l’anoressia nervosa in due sotto categorie:

  • Anoressia restrittiva: in cui il soggetto applica una dieta estremamente ferrea (fino al completo digiuno)
  • Anoressia con bulimia: in cui si applicano meccanismi di liberazione del cibo come l’induzione del vomito dopo aver mangiato e l’assunzione di lassativi.

Fino ad ora si pensava che questa malattia comparisse molto raramente prima della pubertà, tuttavia, la situazione sta cambiando: uno studio esposto durante il convegno “L’anoressia nervosa in età precoce: i casi sono in aumento” tenutosi all’Ospedale Niguarda di Milano, ha dimostrato che su 500 ragazze adolescenti esaminate, il 40% di esse mostrava i sintomi tipici dell’anoressia nervosa. Il rischio più grave, data la giovane età di esordio, è che ci siano problemi nella crescita: per questo, spiega ai microfoni ANSA Maria Gabriella Gentile, responsabile del centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare del Niguarda, “serve più prevenzione, ma anche una diagnosi precoce”. I genitori dovrebbero prestare particolare attenzione “quando un bambino comincia ad alimentarsi in maniera abnorme, o l’aumento di peso non è più armonico, o se la loro crescita si interrompe, o ancora se mangiano solo alcuni cibi e ne rifiutano altri. I pediatri, infine, non dovrebbero sottovalutare i casi, mentre i genitori non devono aver timore di chiedere un consiglio agli esperti in caso di dubbio”.
I rischi per chi soffre di anoressia nervosa sono sia di livello fisico (ad esempio osteoporosi, ipoglicemia, cefalea e pancreatite) sia psicologico (come depressione, ansia e disturbi della personalità), fino ad arrivare alla tendenza al suicidio.

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