La procreazione medicalmente assistita

Redazione 28 maggio 2009 0

Il problema della sterilità è sempre più diffuso. Per questo molte coppie ricorrono ad un aiuto da parte della medicina. Tuttavia rimangono molti i dubbi a riguardo. Vediamo di chiarire quali sono le diverse tipologie della procreazione assistita. 

Un numero sempre più elevato di coppie in Italia (10%) è afflitto da problemi di sterilità. L’infertilità viene definita come l’incapacità di concepire un bimbo dopo un anno di rapporti intenzionalmente fecondi e può essere dovuta a diverse condizioni:

  • sterilità assoluta: malformazioni fisiche non consentono alle coppie affette di avere una gravidanza naturale
  • subfertilità: malformazioni fisiche limitano più o meno gravemente le probabilità di avere una gravidanza naturale
  • sterilità idiomatica: la capacità di procreare è inferiore al normale ma le cause non sono note

Queste condizioni costringono molti aspiranti genitori a ricorrere alla procreazione medicamente assistita (PMA) nella speranza di ottenere una gravidanza.
Le probabilità di successo di questa cura purtroppo non sono molto elevate e comportano alcuni rischi per la salute della donna e del nascituro. La PMA, soprattutto quando è necessario intervenire con tecniche più invasive, è consigliabile solo se la speranza di ottenere una gravidanza in altro modo è bassa. E’ vero però che l’età fertile di una donna ha una durata piuttosto breve e le speranze di mettere al mondo un figlio diminuiscono sensibilmente con il passare degli anni. Per cercare di coronare il sogno di molte coppie è quindi importante intervenire con una certa rapidità e “cercare” un bimbo in modo naturale troppo a lungo può diminuire le probabilità di successo della PMA.
Durante il ciclo mestruale una donna in condizioni normali produce un solo ovulo che può essere fecondato dagli spermatozoi maschili durante un rapporto sessuale. Prima di sottoporsi alle tecniche di fecondazione assistita tutte le aspiranti madri devono sottoporsi a una cura ormonale che stimola le ovaie a produrre un numero maggiore di ovuli pronti per essere fecondati. Questa terapia aumenta la probabilità che almeno uno degli ovuli venga fecondato con successo dagli spermatozoi paterni, ma spesso comporta delle spiacevoli ripercussioni sulla salute della donna.
Esistono diversi tipi di fecondazione assistita e le indicazioni all’uso dell’una o dell’altra tecnica sono differenti in base alle caratteristiche degli aspiranti genitori. Nei casi in cui le possibilità di avere una gravidanza sono comunque piuttosto elevate si ricorre normalmente alla fecondazione in vivo che può essere messa in atto con due diverse metodologie:

  • Fecondazione in vivo con l’inseminazione intrauterina (IUI) Gli spermatozoi paterni vengono raccolti e impiantati direttamente nell’utero materno dove la fecondazione avviene naturalmente.
  • Fecondazione in vivo con trasferimento intratubarico dei gameti (GIFT) Gli spermatozoi paterni vengono raccolti e inseriti nelle tube materne e quindi la fecondazione avviene naturalmente.

Le tecniche di fecondazione in vitro (FIV) invece vengono utilizzate quando la coppia è affetta da problemi più complessi:

  • Trasferimento intratubarico dello zigote ottenuto in vitro (ZIFT) Gli spermatozoi paterni (gameti maschili) vengono raccolti e gli ovuli materni (gameti femminili) prelevati dalla donna. I gameti maschili e femminili vengono riuniti in provetta dove avviene la fecondazione spontaneamente. La cellula che si forma dopo l’unione tra spermatozoo e ovulo (zigote) viene inserita nelle tube materne.
  • Trasferimento in utero degli embrioni (ET) Come nel caso precedente gli spermatozoi paterni (gameti maschili) vengono raccolti e gli ovuli materni (gameti femminili) prelevati dalla donna. I gameti maschili e femminili vengono riuniti in provetta dove avviene la fecondazione spontaneamente. La cellula che si forma dopo l’unione tra spermatozoo e ovulo (zigote) viene inserita nell’utero materno.
  • Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) e successivo trasferimento in utero degli embrioni Gli spermatozoi paterni (gameti maschili) vengono raccolti e gli ovuli materni (gameti femminili) prelevati dalla donna. In questo caso la fecondazione non avviene spontaneamente ma lo spermatozoo viene iniettato direttamente all’interno dell’ovulo. La cellula fecondata viene poi inserita nell’utero materno.

Negli ultimi anni sono state maggiormente utilizzate le tecniche più complesse, FIV-ET e ICSI, in quanto, pur comportando alcuni rischi per madre e figlio, hanno probabilità di successo maggiori.

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