O sei in “zona” o sei out

Redazione 25 marzo 2009 0

Il sogno di una linea perfetta accomuna molte donne. Molte sono le diete che, di anno in anno, vengono proposte; una di queste è la dieta “a zona”, che ha come obiettivo quello di abbassare i livelli di insulina. Una dieta che promette miracoli.

Numerosi in tutto il mondo sono ormai i fedelissimi della dieta “a zona” considerata spesso una filosofia di vita più che un regime alimentare.
Proposta dal dottor Sears nel 1995 ha come obbiettivo fondamentale quello di abbassare i livelli di insulina nell’organismo. Il biochimico americano ritiene infatti questo ormone il maggior responsabile della formazione di adipe nel nostro organismo e per impedire all’insulina di aumentare suggerisce alcune regole fondamentali:

  • ogni pasto deve contenere sempre proteine, carboidrati e grassi
  • le calorie apportate devono derivare per il 40% dai carboidrati, per il 30% dalle proteine e per il restante 30% dai grassi (40:30:30)
  • il numero dei pasti giornalieri deve essere uguale a cinque
  • limitare il consumo di carboidrati complessi come cereali, pane, pasta e riso, principali responsabili dell’aumento di massa grassa in un individuo
  • i carboidrati devono derivare principalmente da frutta e verdura

Tabelle molto precise stabiliscono poi la dieta da seguire nei particolari. Prima di cominciare a consultarle è necessario però calcolare il proprio fabbisogno giornaliero di proteine che dipende dal peso corporeo, dalla percentuale di massa magra e massa grassa e dal tipo di attività fisica svolta. La quantità di proteine da assumere non deve essere mai inferiore a 77 grammi.
A questo punto entrano in gioco i famosi “blocchi” che vengono utilizzati per calcolare cosa e quanto mangiare. Per rimanere in zona si devono assumere almeno 11 blocchi di proteine da 7 grammi ciascuno:

  • 3 blocchi a colazione
  • 3 blocchi a pranzo
  • 1 blocco a merenda
  • 3 blocchi a cena
  • 1 blocco in uno spuntino prima di coricarsi

E’ importante sapere che proteine e carboidrati producono quattro calorie per grammo, i grassi ne producono invece più di 9. Seguendo la regola del 40:30:30, ogni blocco di 7 grammi di proteine, dovrà quindi essere associato a 9 grammi di carboidrati e a 3 grammi di grassi. Le tabelle aiutano quindi a stabilire quanto di questi nutrienti apporta ciascun alimento.
Risultato: poca pasta, poco pane e bilancia sempre alla mano per costruire i blocchetti perfetti.

Certamente alla base di questa dieta vi sono alcuni principi validi, ma il suo successo è sicuramente dovuto al fatto che è fortemente ipocalorica. Il punto più negativo della “zona” sta nel standardizzare il fabbisogno proteico di un individuo. Ognuno infatti produce differenti quantità di ormoni e dovrebbe essere sottoposto a misurazioni cliniche precise per seguire in modo corretto questo regime alimentare. Il rischio è di sottoporre il fisico a una dieta troppo restrittiva, con conseguenze gravi sulla salute mentale e fisica.

La dieta “a zona” ha però anche alcuni meriti importanti. Chi non ha la volontà di contare blocchi e di pesare ogni alimento dovrebbe imparare comunque a fare i conti con i carboidrati. La dieta mediterranea include numerosi cibi ricchi di zuccheri come pasta e pane, che sarebbe saggio limitare. Frutta e verdura apportano sicuramente meno calorie e sono indispensabili per un’alimentazione sana e bilanciata. Inoltre è interessante il concetto di ripartizione dei macronutrienti e il fatto che a ogni pasto sia necessario introdurre sempre proteine, grassi e carboidrati in determinate proporzioni. La dieta a zona, infine, pone l’accento sull’attività sportiva che ha un ruolo determinante nell’acquisizione di una linea invidiabile e permette di aumentare in una certa misura l’apporto calorico.

Dall’America giunge però un avvertimento. Secondo uno studio di Michael Dansinger del Tufts-New England Medical Center di Boston, pubblicato sul Journal of the American Medical Association questa dieta, come molte altre alla moda, non ha effetti positivi a lungo termine. I chili persi con le diete sono destinati a essere recuperati nel giro di 2 o tre anni e gli effetti positivi sulla salute non sono maggiori di quelli che ottengono coloro che riescono a mantenere stabile il loro eccesso di peso.

Dimagrire seguendo regole rigide e costringere il proprio fisico e la propria mente a sforzi intensi sembra quindi non portare vantaggi. Meglio avere un’alimentazione equilibrata e cercare di non ingrassare senza guardare ogni giorno la bilancia.

Lascia un commento »

Ok

Il nostro sito web fa uso di cookies per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookies. Se vuoi saperne di più su come utilizziamo i cookies e come gestirli, leggi la nostra informativa sui cookies.