Ipotiroidismo: una patologia al femminile

Redazione 15 dicembre 2016 0
Ipotiroidismo: una patologia al femminile

Da pochi giorni è stato presentato a Roma il Libro Bianco di Onda (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) in collaborazione con Farmindustria. Giunto alla quinta edizione, il volume ci fornisce il punto sulla salute delle donne in Italia: hanno un’aspettativa di vita più alta, fumano meno, consumano meno alcolici ma più farmaci.

Fatto interessante che emerge da questa fotografia è che le malattie una volta ritenute prevalentemente maschili (come quelle cardiovascolari, l’obesità, il carcinoma polmonare) rientrano ora fra le principali cause di morte delle donne.

Nell’ambito specifico delle malattie cardiovascolari, ad esempio, ai fattori di rischio già noti (ipertensione, sovrappeso, età, …) si sono aggiunti altri fattori di rischio definiti “emergenti”, specifici per il genere femminile, tra cui troviamo anche le malattie autoimmuni e tiroidee, quali tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo.

In particolare, la tiroidite di Hashimoto può comportare ipercolesterolemia e aterosclerosi, ipertensione e fibrillazione atriale, mentre l’ipotiroidismo, causando un rallentamento generale dell’organismo, può provocare una diminuzione della funzionalità cardiaca, cuore ipertrofico e insufficienza cardiovascolare.

Parlando di patologie tiroidee , sappiamo che le donne ne  risultano molto più colpite rispetto agli uomini: infatti l’ipotiroidismo si riscontra nel genere femminile in misura 10 volte superiore rispetto a quello maschile, mentre la tiroidite di Hashimoto è dalle 3 alle 5 volte più frequente nelle donne.

Un’ampia fascia di popolazione, dunque, che deve seguire una terapia ormonale sostitutiva a base di levotiroxina, disponibile anche in soluzione orale (nome commerciale Tirosint®) che permette una migliore personalizzazione ed aderenza alla terapia.

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