Le domande più ricorrenti in tema di contraccettivi orali giunti alla Redazione

Redazione 20 dicembre 2013 0

Le domande più ricorrenti in tema di contraccettivi orali giunti alla Redazione

1. Cosa sono gli estroprogestinici e quali tipi di pillola esistono?
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Gli estroprogestinici, come suggerisce il nome stesso, sono farmaci costituiti dall’associazione di due sostanze di sintesi rispettivamente simili sia per struttura chimica che per azione biologica che ai due ormoni prodotti dall’ovaio: l’estrogeno e il progesterone. La pillola estroprogestinica, che può essere mono-, bi- o trifasica a seconda che comporti una, due o tre variazioni dei suoi componenti durante il trattamento, interviene a più livelli: arresta la maturazione del follicolo e quindi l’ovulazione, blocca la motilità delle tube, rende l’endometrio poco adatto a un eventuale annidamento della cellula uovo fecondata e modifica la proprietà del muco cervicale, che diventa scarsamente penetrabile agli spermatozoi. Bisogna inoltre ricordare che i contraccettivi orali mantengono sempre una leggera secrezione estrogenica ovarica, simile a quella che si osserva all’inizio della fase follicolare di un normale ciclo mestruale.

2. Perché è molto importante il dosaggio?
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Oggi sono disponibili estroprogestinici dotati di un’elevata potenza, che, a parità di efficacia contraccettiva, richiedono dosaggi inferiori: si è passati da 150 microgrammi di estrogeni nelle prime pillole a 20 microgrammi in alcuni preparati attuali, mentre il dosaggio del progestinico varia a seconda della sostanza: da 2 milligrammi per il ciproterone acetato a 150 microgrammi per il desogestrel. Le pillole a basso dosaggio offrono numerosi vantaggi tra cui una stimolazione estrogenica più contenuta e più simile alle condizioni fisiologiche e una riduzione importante degli effetti indesiderati, quali ritenzione di liquidi, aumento di peso, modificazione del tono dell’umore e, nel periodo di sosta tra un ciclo e l’altro, mal di testa e secchezza vaginale.

3. Come si sceglie una “pillola” e qual è la sua efficacia?
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Rispetto alla monofasica, la trifasica da un miglior controllo del ciclo, riducendo le perdite intermestruali, che sono spesso giustificano il passaggio da una pillola a un’altra. In tal caso se ha lo stesso contenuto di estrogeni della precedente la nuova pillola potrà essere incominciata dopo i classici 7 giorni di sospensione tra un ciclo e l’altro. Se invece il dosaggio di estrogeni è inferiore sarà opportuno iniziare la nuova confezione subito dopo il termine della vecchia. E’ bene inoltre sottolineare che, malgrado un’efficacia antifecondativa sovrapponibile, gli estroprogestinici si differenziano per le rispettive prerogative farmacologiche. Ad esempio le pillole trifasiche hanno un’attività estrogenica diversa nelle varie fasi del ciclo rispetto alle monofasiche, mentre alcuni progestinici, come il gestodene, hanno un effetto opposto a quello dei normali ormoni steroidei o viceversa ne mimano l’azione, promuovendo un rialzo della pressione e la ritenzione di liquidi, o, come nel caso del ciproterone acetato, bloccano gli androgeni. Per questa ragione ogni donna risponde in maniera diversa a ciascun preparato e riferisce di sentirsi meglio con una pillola che non con un’altra, fornendo così i più utili orientamenti verso il contraccettivo orale meglio tollerato. La copertura anticoncezionale della pillola, comunque, si estende anche ai 7 giorni di interruzione tra un ciclo e l’altro e non è compromessa dall’eventuale dimenticanza occasionale di un confetto.

4. Cos’è la “pillola del giorno dopo”?
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Non è un tipo di pillola distinto ma un metodo contraccettivo di emergenza basato sull’assunzione di un’elevata dose di estrogeni per 2-5 giorni a seconda del preparato, ai fini di evitare l’annidamento dell’uovo fecondato. Comporta nausea, vomito, cefalea ed emorragia da privazione a distanza di 3-4 settimane. E’ stato segnalato un aumento di tumori dell’apparato genitale nelle figlie di donne che hanno adottato questa strategia nel primo trimestre di gravidanza. E’ necessaria un’attenta valutazione delle possibili controindicazioni ed è sconsigliata la frequente ripetizione di questo metodo, pena l’inevitabile calo della sua efficacia.

5. Ci sono controindicazioni e rischi all’assunzione della pillola?
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E’ opportuno che prima della prescrizione il medico raccolga l’anamnesi della donna. Se dalla storia di quest’ultima non emergono informazioni particolari l’assunzione della pillola non comporta alcun problema. Diversamente sarà necessaria un’attenta valutazione delle possibili controindicazioni, con particolare riguardo a pregresse malattie cardiovascolari (quelle a rischio trombotico), ipertensione, anomalie della coagulazione del sangue, malattie del fegato o ad alterazioni di specifici esami di laboratorio (ad esempio diabete grave, aumento di oltre il 50% del valore normale del tasso di colesterolo). Analoghe considerazioni sono necessarie qualora la donna, anche se già in trattamento con contraccettivi orali, dovesse essere sottoposta a intervento chirurgico.

6. In caso di gravidanza accidentale o non diagnosticata la pillola può provocare danni all’embrione o al feto?
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Non è mai stato finora segnalato un aumento di gravidanze con malformazioni fetali né in donne che abbiano concepito durante il trattamento con la pillola né nei casi in cui, malgrado la gravidanza, è continuata l’assunzione di quest’ultima.

7. Quando, dopo una gravidanza, un aborto o un raschiamento si possono riprendere gli estroprogestinici?
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Dopo la prima mestruazione se la donna non allatta, nel qual caso la pillola è controindicata per due ragioni fondamentali: innanzitutto perché i suoi componenti possono essere trasmessi al bambino attraverso il latte; in secondo luogo perché l’allattamento conferisce di per sé una buona copertura contraccettiva.

8. E’ necessaria qualche interruzione sporadica nell’assunzione della pillola per lunghi periodi?
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No, a meno che la donna non voglia pianificare una gravidanza – nel qual caso non è necessario il rispetto di alcun intervallo prima del concepimento – o si trovi in condizioni che rendano consigliabile la sospensione del contraccettivo orale o la sua sostituzione con un altro preparato.

9. E’ opportuno utilizzare per tutta la vita lo stesso prodotto o è bene cambiarlo?
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Se non vi sono ragioni legate alla tollerabilità, e quindi agli effetti indesiderati, di una pillola, la donna può e anzi dovrebbe proseguire con la stessa pillola.

10. E’ vero che la pillola è incompatibile con alcuni farmaci e con il fumo?
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Sì. Gli antiepilettici, alcuni barbiturici, i neurolettici (farmaci utilizzati nella cura di alcuni disturbi psichici come la schizofrenia), gli antitubercolari, i lassativi a dosi elevate e gli antibiotici riducono l’efficacia della pillola. I primi quattro, infatti, favoriscono una maggior eliminazione degli ormoni. I lassativi e gli antibiotici compromettono l’assorbimento, gli uni riducendo il tempo di transito nell’intestino, gli altri alterando la normale flora batterica. Più controversa è l’interazione della pillola con gli anticoagulanti. Univoca è al contrario la convinzione degli esperti sulla necessità, soprattutto dopo i 35-40 anni d’età, di sospendere o quanto meno limitare il fumo che, al di là della sua nota pericolosità per la salute, può facilitare l’insorgenza di trombosi e malattie cardiovascolari.

11. Da quale età si può prendere la pillola e quando la si deve sospendere?
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In assenza di controindicazioni la pillola può essere iniziata in qualsiasi momento dopo il menarca senza alcun timore di ingrassare o di spiacevoli effetti indesiderati. L’epoca in cui essa può essere sospesa è intorno ai 55 anni, quando è preferibile adottare una terapia sostitutiva specifica per la menopausa. Viceversa un estroprogestinico a basso dosaggio è estremamente utile per controllare i disturbi del periodo pre-menopausale.

12. Quando e perché la pillola può essere usata anche a scopo terapeutico?
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Le pillole a basso dosaggio di estrogeni sono di particolare utilità nella cura dell’endometriosi, della quale riducono anche la frequenza di comparsa. Gli estroprogestinici sono indicati come terapia sostitutiva dell’età fertile e come strumento per ripristinare un equilibrio ormonale in caso di irregolarità mestruali, dismenorrea, policistosi ovarica, iperprolattinemia. E’ inoltre dimostrato che la pillola abbassa la frequenza di tumori dell’apparato genitale.

13. Esistono casi di allergia e intolleranza agli estroprogestinici?
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Non sono mai state segnalate donne allergiche agli estroprogestinici. I segni di intolleranza sono distinti in locali (in particolare emorragie, che possono far pensare ad altre cause quali un polipo, un’endometriosi o un tumore) e generali (cefalea, tensione mammaria, nervosismo). In questi casi è opportuno cambiare l’estroprogestinico.

14. Cosa fare se dopo la sospensione della pillola non ricompaiono le mestruazioni?
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La ricomparsa di flussi regolari ha luogo di solito dopo 45-60 giorni. Ci si deve preoccupare – e quindi effettuare gli opportuni accertamenti – se dopo 6 mesi le mestruazioni non si sono ripresentate, ma, a prescindere dal fatto che l’amenorrea post-pillola interessa il 5% delle donne e guarisce di solito spontaneamente, è importante sapere se anche prima del trattamento i cicli erano irregolari.

15. Gli estroprogestinici modificano la pressione arteriosa e i valori di alcuni esami del sangue?
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La pillola, salvo rare eccezioni, non modifica la pressione arteriosa, che tuttavia è bene tenere sotto controllo nelle donne con valori di base tendenzialmente elevati. Gli estroprogestinici di ultima generazione non provocano alterazioni di rilievo ai normali parametri del sangue, quali glicemia, colesterolemia e trigliceridemia né interferiscono sulla funzione del fegato. Per quanto riguarda la coagulazione essi determinano delle modificazioni che tuttavia si annullano reciprocamente, lasciando inalterata la bilancia emostatica.

16. La sospensione del contraccettivo orale aumenta il rischio di gravidanze multiple?
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Tale quesito non ha ancora una risposta affermativa. E’ stata invece osservata una maggior fertilità dopo la sospensione della pillola.

17. La pillola fa aumentare di peso e favorisce la comparsa di varici?
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Le pillole di ultima generazione non modificano sostanzialmente il peso né influenzano la massa grassa e la massa muscolare. Se tuttavia la donna osserva un eccessivo aumento del proprio peso è opportuno ricorrere a un estroprogestinico con dosaggio particolarmente basso, se invece c’è una maggior ritenzione idrica è preferibile una pillola con minor effetto sul ricambio idrosalino. Ogni caso dev’essere comunque valutato indipendentemente, soprattutto nei casi di assunzione continuativa. Le varici non sono inoltre correlate all’utilizzo degli attuali contraccettivi orali, mentre alcuni vecchi preparati potevano provocare fenomeni di congestione venosa e favorire quindi l’accentuazione di varici preesistenti.

18. La pillola interferisce sull’umore e sulla libido?
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Generalmente il tono dell’umore è maggiormente influenzato dalla pillola nelle donne in cui già di per sé subisce frequenti sbalzi. In questo caso sono sconsigliate le pillole fasiche, mentre una predisposizione alla depressione suggerisce l’impiego di una pillola a maggior contenuto di estrogeni (10 microgrammi in più), che hanno un effetto stimolante sull’umore, e a più basso dosaggio di progestinico, che si può associare a una minima azione depressogena. La libido potrebbe effettivamente ridursi, essendo legata agli androgeni, che vengono bloccati dal progestinico. La scelta di una pillola che ne contiene un dosaggio ridotto può ovviare a questo effetto indesiderato.

19. L’assunzione di contraccettivi orali controindica l’esposizione al sole?
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Durante l’assunzione della pillola l’esposizione al sole può favorire la comparsa di macchie sulla pelle. Per prevenire questa manifestazione è sufficiente applicare apposite creme ad alta protezione.

20. Può prendere la pillola chi ha fatto una cura antitumorale o presenta un tumore benigno della sfera genitale?
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La risposta dipende dal tipo di tumore. In linea generale gli estroprogestinici mettono a riposo l’ovaio e quindi lo proteggono dai possibili danni da sostanze tossiche come i chemioterapici. E’ ancora controverso l’effetto degli estroprogestinici nella mastopatia benigna, mentre è dimostrato l’effetto curativo della pillola – meglio se con basso dosaggio della componente estrogenica – sui fibromi uterini. Evidenze più convincenti sono quelle del suo ruolo preventivo nei confronti del tumore al seno, del cancro dell’ovaio e dell’endometrio.

21. E’ assicurata la copertura contraccettiva nel caso di un attacco di vomito o di diarrea?
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Se l’attacco di vomito si verifica subito dopo o a distanza di 30-45 minuti dall’assunzione della pillola è preferibile ripeterne la somministrazione. Se la diarrea è acuta ed è limitata a un solo episodio non è necessario prendere un’altra compressa, mentre se la diarrea è cronica o dura parecchie ore può essere opportuna la valutazione circa un’eventuale sospensione della terapia – in relazione a un insufficiente assorbimento del farmaco – fino alla scomparsa dei sintomi. In tal caso non viene comunque assicurata la copertura contraccettiva.

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