A un anno dalla SARS

Redazione 2 giugno 2004 0

02/06/2004

È passato un anno da quando il mondo ha rischiato di venir sconvolto dall’avvento SARS. Ma ormai se ne parla sempre meno. È passato il pericolo oppure il mondo è ancora a rischio pandemia? Facciamo il punto della situazione.

Nella scorsa primavera la SARS ha gettato nello sgomento i cittadini di mezzo mondo. Da qualche mese se ne parla sempre meno. Ma la paura di una nuova pandemia è ormai da archiviare?
A rispondere a questa domanda è un nome illustre della virologia italiana il prof Mauro Emilio Moroni direttore dell’Istituto di malattie infettive e tropicali dell’Ospedale Sacco di Milano. Il 31 di marzo ha tenuto una lezione all’Università degli studi di Milano dove ha fatto il punto sulla situazione della SARS a un anno di distanza.

Diciamo subito che non è estinta, che il virus vive ancora nella provincia cinese del Guangdong e che dovremo imparare a conviverci. Ma rassicuriamoci non ci sarà più una epidemia a livello mondiale, ma occasionalmente potranno verificarsi alcuni casi. La speranza che potesse essere effettivamente estinta era, infatti, giustificata dalla lunga assenza (sei mesi) di nuovi soggetti infettati. In gennaio di questo anno la delusione: tre nuovi casi proprio nel Guangdong.

L’allarme iniziale dato dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità) viene ora ridimensionato conoscendo le caratteristiche del virus. Infatti benché appartenga ad una delle più contagiose famiglie di virus, quella del raffreddore (coronavirus), fortunatamente la sua trasmissibilità è limitata alla fase conclamata della malattia, cioè alla polmonite. Quindi lo sforzo degli operatori sanitari dovrà essere quello di identificare subito le persone malate e tenerle in isolamento.

È un virus molto plastico, in grado cioè di infettare molte specie di animali e di riconoscere tipi di cellule diverse. Secondo il professor Moroni non è ancora ben chiaro quale sia stato il serbatoio dove si è sviluppato. Cioè il luogo dove il virus che colpisce solo alcuni animali si è incontrato con quello che invece è tipico dell’uomo. Da questo incontro, tutt’altro che romantico, è nato il tanto temuto virus della SARS. C’è da ritenere che lo zibetto o il procione possano non essere i serbati veri del virus, ma siano stati i primi animali infettati dal virus cibandosi di animali più piccoli ammalati. Poi il virus ormai modificato è passato all’uomo.

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