Al giovane endocrinologo Giorgio Grani il Premio Marco Attard

Redazione 2 ottobre 2018 0
Al giovane endocrinologo Giorgio Grani il Premio Marco Attard

Durante il 6° Thyroid UpTodate 2018 è stato ricordato Marco Attard, eminente endocrinologo siciliano scomparso prematuramente nel 2017, attraverso la consegna al giovane endocrinologo Giorgio Grani del Premio promosso congiuntamente da AME Onlus, Associazione Medici Endocrinologi, e dall’Italian Thyroid Cancer Observatory (ITCO). Il premio nasce per ricordare la figura di Marco Attard quale uomo nobile e generoso e medico di grande empatia umana.

“Quella di Marco Attard è una storia di Sud non come luogo geografico ma come metafora, come capacità di raccogliere una sfida e pur avendo consapevolezza dei propri mezzi e dei propri valori si scontra talvolta con la difficoltà ad esprimere e vedere riconosciuti in pienezza questi valori”, ha ricordato Piernicola Garofalo collega di Attard, con il quale ha condiviso interessi e passione professionale.

“Marco Attard è stato un medico moderno e anticipatore: già 30 anni fa Marco aveva una visione del rapporto con il paziente che è quella attualmente acquisita; non solo interessato a fare diagnosi ma orientato all’esito in termini di outcome di salute e qualità di vita per il paziente. Il team, era un suo punto di forza, la capacità di fare gruppo non solo all’interno dei colleghi endocrinologi ma coinvolgendo tutte le altre figure professionali, quindi l’endocrinologo come “lievito” che si inserisce nei diversi livelli facendo crescere le conoscenze trasversali; e poi, antesignano, l’amore per l’impiego dell’ecografo. Ricordo nel 1990, alle Giornate italiane della tiroide a Palermo, Marco Attard presentò il primo lavoro sulla capacità predittiva e diagnostica dell’ecografia nelle tireopatie autoimmuni un lavoro innovativo, forse per i tempi troppo anticipatore, allora l’ecografo non veniva quasi impiegato nella tiroide. Un incontro importante fu quello con Sebastiano Filetti, presidente ITCO, suo mentore, che comprese subito la visionarietà del professionista e non ultimo l’incontro con l’AME dove il suo concetto di condivisione si è concretizzato superando tutti i limiti della storia del Sud”, conclude Garofalo.

Il lavoro di Marco continua attraverso i giovani e proprio attraverso un lavoro sull’impiego dell’ecografo nella patologia tiroidea pubblicato nel 2017 su una rivista di prestigio come Thyroid. “Lo studio”, illustra Giorgio Grani, endocrinologo vincitore del premio Marco Attard, “aveva l’obiettivo di valutare il comportamento del tessuto tiroideo nei pazienti con almeno un nodulo tiroideo in significativa crescita volumetrica nel corso di 5 anni di monitoraggio ecografico. In tale contesto, vi erano due possibilità: in caso di patologia del tessuto tiroideo in generale, la crescita sarebbe stata a carico sia del nodulo che del tessuto tiroideo sano; oppure in caso di patologia intrinseca del nodulo, la crescita si sarebbe registrata solo a carico del nodulo. Ciò che lo studio ha documentato è che, selezionando pazienti che presentavano noduli in crescita in un solo lato della tiroide, il lato opposto non subiva alcun incremento volumetrico. Questo risultato è a favore quindi della seconda ipotesi e permette di concludere che nella maggior parte dei pazienti in monitoraggio per noduli tiroidei, la patologia è essenzialmente locale e intrinseca del nodulo e ciò suggerisce”, conclude il giovane studioso, “un uso più limitato del termine “gozzo” che invece sottende una patologia diffusa della ghiandola”. Fra i coautori del lavoro risulta proprio Marco Attard, che ha contribuito allo svolgimento dello studio presso l’Ospedale Cervello di Palermo, durante tutto il periodo di monitoraggio.

(Nella foto Marco Attard, dal web)

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