Artrosi: riconoscerla, prevenirla e curarla

Redazione 29 settembre 2015 0
Artrosi: riconoscerla, prevenirla e curarla

L’artrosi colpisce circa il 50% delle persone che hanno superato i 60 anni raggiungendo la massima incidenza tra i 75 e i 79 anni, soprattutto tra gli uomini.

Si tratta di una malattia cronica degenerativa che coinvolge le articolazioni e consiste in una progressiva perdita della cartilagine che viene progressivamente sostituita da un nuovo tessuto. Ne conseguono un forte dolore e una graduale limitazione dei movimenti.

L’artrosi si può verificare in diverse parti del corpo localizzate:

– Cervicale. Si manifesta con una rigidità e dolore del collo che può espandersi fino alle spalle e alle braccia.

Lombare.  Può presentarsi in forma acuta con blocchi improvvisi della schiena o delle spalle in risposta a sforzi eccessivi o in forma cronica dopo uno o più episodi acuti. In quest’ultimo caso il dolore si presenterà con una minore intensità ma più continuo.

– Ginocchio (o gonartrosi). Il dolore viene per lo più accusato all’altezza della rotula o nella parte interna e posteriore del ginocchio quando viene esercitato un peso sull’articolazione.

– Anca (o coxartrosi). Viene percepito dolore a livello inguinale che si interrompe con il riposo per poi ripresentarsi con l’attività fisica. In questo caso anche durante gesti quotidiani come accavallare o piegare le gambe si può verificare il dolore.

L’uso di diclofenac (antinfiammatorio non steroideo) disponibile nella formulazione sottocutanea in siringa preriempita (Akis®) rappresenta uno dei prodotti più efficaci per combattere questa patologia. I dosaggi disponibili (25mg e 50mg) permettono di scegliere la formulazione più adatta a seconda dell’intensità del dolore andando a limitare i possibili effetti collaterali.

La prevenzione resta una condizione essenziale contro l’artrosi: un corretto esercizio fisico che rafforzi la muscolatura e una dieta equilibrata e ricca di antiossidanti sono ottimi metodi per scongiurare l’insorgenza di questa patologia. Sì alla frutta secca, all’olio di semi e soprattutto al pesce che è ricco di Omega-3.

 

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