Bambini: le nuove malattie

Redazione 14 dicembre 2010 0

Diminuisce la mortalità infantile nel mondo mentre nei paesi ricchi aumentano i bambini affetti da patologie croniche – in Italia si parla di 15-20mila casi – a cui è indispensabile fornire un’assistenza mirata e specializzata. Da non sottovalutare inoltre il crescente fenomeno dei disturbi sociali e comportamentali che si sviluppano nei più piccoli in relazione agli stili di vita contemporanei.

Si è concluso a fine ottobre il 66° Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria (S.I.P.) il cui titolo “I bambini ci guardano” testimoniava il forte impegno dei pediatri per la promozione e la tutela della salute dei più piccoli.
I lavori del congresso hanno evidenziato come alla diminuzione della mortalità infantile nel mondo corrisponda, nei paesi ricchi, la crescita di patologie croniche come cardiopatie, disturbi ematologici e renali, malattie delle vie respiratorie e manifestazioni tumorali, paradossalmente originate proprio dai progressi della medicina pediatrica. Su un altro versante, il congresso ha affrontato il tema delle cosiddette “nuove minacce”: l’insorgenza di patologie e disturbi sociali e comportamentali strettamente correlati ai moderni stili di vita.

La mortalità infantile nel mondo
Secondo le stime ONU presentate in settembre dall’UNICEF e pubblicate nel rapporto 2010 “Levels & Trends in Child Mortality”, realizzato da “IGME-UN Inter-Agency Group for Child Mortality Estimation”, il numero totale dei decessi tra i bambini sotto i cinque anni è sceso dai 12,4 milioni del 1990 agli 8,1 milioni nel 2009, con i tassi più alti ancora nell’Africa Sub-sahariana e più in genere nelle aree rurali.
Per contro, nei paesi ricchi, “Il grande successo della pediatria è stato ottenere la sopravvivenza di bambini che prima non sarebbero sopravvissuti. Basti pensare – spiega Alberto Ugazio, presidente della Società Italiana di Pediatria. – ai tanti prematuri che nascono con peso inferiore al chilo, o a chi è colpito da cardiopatie congenite o malattie come la fibrosi cistica, che prima sarebbero morti e che oggi vivono”. Sorge quindi la necessità – prosegue il prof. Ugazio – “…di assisterli nel modo corretto, consentendo loro di essere curati a casa e assistiti da centri altamente specializzati”.

Le nuove minacce
Sul fronte delle malattie e dei disturbi comportamentali correlati ai moderni stili di vita, accanto all’obesità (ne soffre il 24% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni, con maggiore frequenza nel Sud Italia), grande importanza ha oggi il bullismo: un fenomeno sociale che, se non affrontato per tempo, può produrre adulti affetti da comportamenti anti-sociali, aggressivi e delinquenziali.
Inoltre, come evidenza Francesco Tonucci, responsabile del Progetto Internazionale Città dei Bambini del CNR, nelle nostre città i bambini hanno sempre meno “…la possibilità di uscire di casa da soli per incontrarsi con amici, scegliere con loro un gioco e un luogo adeguato, vivere insieme. (…) Non potendo vivere esperienze autonome, non conoscono l’esperienza dell’ostacolo, del rischio, del successo, nei tempi e nei modi giusti”.
Sono quindi necessarie opere di prevenzione e di formazione sulla famiglia, interventi sugli stili di vita e di alimentazione – dichiara ancora Alberto Ugazio a RadioRai – “…Una maggiore attenzione ai rapporti interpersonali: la mamma che legge un libro al bambino, papà che fa il dettato… Sono le prime e più importanti misure con le quali non solo assicurare una salute migliore del bambino ma anche dell’adulto”.
L’invito dei pediatri ai genitori è di aprire ai figli uno spazio quotidiano di tempo libero e di responsabilità, fatto di piccole cose come andare da soli a scuola o al negozio all’angolo, mentre alle Istituzioni si chiede di riportare il bambino al centro delle scelte sociali e politiche nazionali. A questo allarme ha risposto lo stesso Ministro della Salute Ferruccio Fazio, anch’egli presente al congresso, che ha assicurato: “La pediatria sarà l’assoluta priorità del Governo – in tema di formazione sanitaria – seguita dalla geriatria”. E promette che verranno aumentati i posti nelle scuole di specializzazione per i giovani medici che vogliono diventare pediatri.

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