Cistite e antibiotici: attenzione alla resistenza antibatterica

Redazione 29 febbraio 2016 0
Cistite e antibiotici: attenzione alla resistenza antibatterica

La cistite è l’infezione con il maggior numero di prescrizioni di antibiotici (circa il 10% del totale), che spesso vengono consumati in maniera inappropriata (36,3% dei casi). Si tratta di un quadro preoccupante che talvolta può portare alla resistenza dei batteri agli antibiotici.

La comparsa dell’infezione alle vie urinarie interessa circa il 50% delle donne almeno una volta nella vita ed è altamente soggetta a recidive, basti pensare che entro l’anno successivo l’infezione tende a ripresentarsi nel 30% delle pazienti.

Studi epidemiologici hanno confermato che il problema delle recidive è legato ad un utilizzo non corretto del trattamento: sono molte le donne che ricorrono all’automedicazione senza rivolgersi ad una figura medica specializzata o attendere (in alcuni casi anche effettuare) il test microbiologico. E il risultato che ne deriva è il rischio di fastidiosi effetti collaterali e inefficacia del trattamento.

Sebbene esistano tre diverse tipologie di resistenza (acquisibile, trasferita e naturale), quella più preoccupante è quella acquisita, legata ad una specie batterica che nasce sensibile ad un antibiotico, ma che con il tempo tende a diventare sempre meno sensibile all’antibiotico. Un fatto che, come sottolinea il Prof. Roberto Mattina, Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica dell’Università di Milano, “può avvenire o per un fenomeno di adattamento all’antibiotico o, molto più spesso, per una mutazione genetica del microrganismo”.

Ciò che emerge è dunque una correlazione diretta tra l’aumento del consumo di antibiotici e le resistenze antibatteriche.

Come fare quindi per contrastare il presentarsi delle resistenze?

In primo luogo è necessario ricordare che in caso di infezioni urinarie, il composto antibiotico dipende dalla potenziale o esistente resistenza al farmaco, in rapporto anche alla durata necessaria per il trattamento. E’ inoltre sempre preferibile limitare l’assunzione di antibiotici nella profilassi chirurgica e in caso di infezione asintomatica.

Per combattere i sintomi dolorosi che si presentano durante le crisi, l’acido ialuronico rappresenta un prezioso rimedio. Ialuril Soft Gels, composto orale a base di acido ialuronico e condroitin solfato, curcumina e quercetina, e Ialuril Prefill, formulazione intravescicale composta da acido ialuronico e condroitin solfato, idratano le mucose dando sollievo a bruciore e prurito e al tempo stesso aiutano a ricomporre la struttura della parete vescicale che viene danneggiata nelle recidive batteriche. L’acido ialuronico migliora altresì il battito ciliare che permette l’eliminazione del muco e impedisce l’ingresso di elementi infettivi, prevenendo le infezioni e il loro cronicizzarsi: uno speciale alleato della nostra salute intima.

 

 

Lascia un commento »

Ok

Il nostro sito web fa uso di cookies per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookies. Se vuoi saperne di più su come utilizziamo i cookies e come gestirli, leggi la nostra informativa sui cookies.