Con le “bionde” aumenta il rischio di tumore della prostata

Redazione 20 gennaio 2017 0
Con le “bionde” aumenta il rischio di tumore della prostata

Viene tradizionalmente associato al tumore al polmone, ma il fumo di sigaretta è un fattore di rischio anche del tumore della prostata. Recenti scoperte hanno infatti rilevato un collegamento tra calo della mortalità causata dal cancro della prostata e una minore tendenza al vizio del fumo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Preventing Chronic Disease, ha visto i ricercatori dei Centers for Diseases Control and Prevention impegnati ad analizzare uomini di 35 anni provenienti da diverse aree degli Stati Uniti, come Utah, California, Maryland e Kentucky. Quello che è stato osservato, in un periodo di tempo che va dal 1999 al 2010, è una diminuzione della mortalità per carcinoma prostatico e dell’abitudine al fumo. Per esempio, nel Maryland la dipendenza dalla “bionda” si è ridotta del 3% ogni anno e allo stesso tempo il tasso di morte per tumore della prostata si è abbassato del 3,5%. La stessa tendenza si è verificata anche negli altri stati.

La correlazione sigaretta-cancro della prostata era inoltre già stata verificata da precedenti studi. In particolare, sei studi internazionali sul cancro che hanno coinvolto 7.191 pazienti, hanno dimostrato che a seguito della rimozione della ghiandola prostatica dovuta al cancro della prostata, i fumatori e gli ex-fumatori corrono un rischio più elevato (quasi del doppio) di recidiva di carcinoma della prostata.

Dai risultati di questi studi, sembra quindi ancora una volta chiara l’importanza della prevenzione: non si tratta solo di abbandonare la pericolosa abitudine del fumo, ma anche di effettuare periodicamente controlli alla prostata, soprattutto per gli uomini che hanno superato i 50 anni. Costi e disinformazione non sono più una scusa perché la Fondazione PRO, con il suo impegno nel diffondere la cultura della prevenzione e con il servizio di Unità Mobile che offre screening gratuiti, è a completa disposizione per tutti coloro che tengono alla propria salute.

Da non sottovalutare sono anche i danni provocati dal fumo passivo. In Italia, questa categoria rappresenta circa il 26,5% della popolazione totale e circa 4 milioni vivono con almeno un tabagista. Questa condizione porta con sé conseguenze allarmanti: il fumo passivo, al pari di quello attivo, possiede oltre 4.000 sostanze chimiche sotto forma di particelle e gas e sembra essere ancora più pericoloso di quello attivo perché ha una concentrazione maggiore di prodotti tossici. Ecco dunque una ragione in più per sostenere l’impegno di Fondazione PRO con una <a href="http://www viagra prix en pharmacie paris.fondazionepro.it/sostieni/” target=”_blank”>donazione. Un gesto semplice che può valere la vita.

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