Endometriosi vescicale, come evitare il rischio di infertilità

Redazione 27 ottobre 2015 0
Endometriosi vescicale, come evitare il rischio di infertilità

L’endometriosi vescicale è una malattia che colpisce un numero crescente di donne e che può portare, se sottovalutata, alla sterilità.  Riconoscerla non è sempre facile, ma, con l’aiuto di uno specialista, è possibile curarla e prevenire conseguenze che rischiano di diventare invalidanti.

Chi ne soffre?

Si tratta di una patologia che interessa principalmente le donne in età fertile, ovvero in età compresa tra i 20 e i 40 anni. Al contrario, è raro che si verifichi nella fase pre-adolescenziale o dopo la menopausa.

Che cosa si intende per endometriosi vescicale e quali sono i sintomi?

Si parla di endometriosi quando – come suggerisce il nome – l’endometrio, mucosa che riveste internamente l’utero, cresce al di fuori della sua sede naturale: ovaie, peritoneo, intestino ma anche reni, polmoni e cute.  Viene definita vescicale quando la parte interessata da questa patologia è l’apparato urinario (1-2%).

Nel 30-40% dei casi viene scoperta per caso e più si trascura la malattia maggiore sarà la gravità dei sintomi. Eccone alcuni:

1) dismenorrea, forti dolori mestruali localizzati nella parte bassa dell’addome e della schiena;

2)  dolore durante i rapporti sessuali (nel 40% dei casi);

3)  dolori durante la minzione e la defecazione;

4)  ematuria (presenza di sangue nelle urine) che si presenta per lo più durante la fase mestruale;

5)  perdite di sangue dal retto durante il ciclo mestruale;

6)  stitichezza soprattutto durante il ciclo mestruale;

Quali sono le cause?

E’ ancora difficile stabilire che cosa porti all’insorgenza di questa patologia ginecologica, tuttavia diversi studi trovano un collegamento tra la sua “nascita” e una sorta di “mestruazione retrograda” che si verifica quando parte del sangue mestruale arriva nella cavità pelvica attraverso le tube, trasportando cellule endometriali ancora “vive”.  In soggetti con difese immunitarie alterate, queste cellule rischiano di impiantarsi e agire come il normale tessuto uterino, compresa la comparsa di – seppur leggere – mestruazioni mensili.

Come combatterla?

La terapia da seguire dipende dal grado di avanzamento della malattia, dall’età e dal desiderio della donna di rimanere incinta.

Una terapia ormonale, anticoncezionali orali a base di estrogeni o progestinici, sarà sufficiente nei casi in cui la malattia si trovi ad uno stadio iniziale e la paziente non senta la necessità di intraprendere una gravidanza.

L’intervento chirurgico è invece consigliato per tutte le donne che desiderano avere subito un figlio e sono affette da una endometriosi che si presenta ad uno stadio lieve o moderato.

In associazione a queste terapie, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi in grado di limitare gli effetti. In particolare, per ridurre i disturbi urinari legati al danneggiamento dell’urotelio (parete interna della vescica) l’utilizzo di acido ialuronico e condroitin solfato (nome commericale Ialuril) risulta essere una risposta efficace. Una terapia che diventa anche più pratica con Ialuril Soft Gels, una nuova formulazione orale in capsule molli e i cui principi attivi raggiungono la vescica in concentrazioni adeguate per svolgere un’importante azione riparatrice dell’urotelio.

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