Fare sport allunga la vita, anche a chi ha avuto un attacco di cuore

Redazione 24 marzo 2017 0
Fare sport allunga la vita, anche a chi ha avuto un attacco di cuore

Praticare una sana e costante attività fisica fa bene, anche a chi soffre di cuore e in passato ha subito un infarto.

Per prevenire possibili scompensi cardiaci e nel trattamento del post-infarto, la formulazione farmaceutica equivalente Olevia® è il farmaco di altissima qualità che garantisce una concentrazione pari all’85% di Omega-3. La sua formulazione assicura una diminuzione dei decessi del 50% ed è inoltre un valido aiuto nella riduzione dei livelli di trigliceridi.

Abbinata all’utilizzo di Olevia®, l’attività sportiva è un altro dei segreti per vivere meglio e più a lungo.

La scienza lo conferma: fare sport è consigliato anche per coloro che hanno subito un evento cardiaco e dopo aver terminato i programmi di riabilitazione. Preferendo l’attività fisica ad uno stile sedentario, le aspettative di vita si allungano.

A differenza di quanto si credeva in passato, uno studio pubblicato sulla rivista Mayo Clinical Proceedings dimostra che una regolare e controllata attività fisica è in grado di ridurre il rischio di decesso nei pazienti con problemi di natura cardiaca. Ad una condizione però: gli esercizi devono essere controllati e non deve essere fatto nessuno sforzo eccessivo che possa mettere a dura prova il nostro cuore. In particolare, gli esperti sconsigliano di superare i 50 chilometri a settimana.

Il National Runners’ Health Study and the National Walkers’ Health Study ha osservato il comportamento di 100mila persone, delle quali 924 uomini e 631 donne con un infarto pregresso. Dallo studio è emerso è che per le persone con problemi cardiaci che corrono per 12 chilometri alla settimana o camminano per 20 chilometri in sette giorni, il rischio di mortalità si riduce del 21% rispetto a chi invece non pratica movimento. Questa percentuale si riduce però al 12% per chi supera i 50 chilometri di corsa a settimana.

Rispetto al passato, quando si consigliava a chi aveva avuto un infarto un riposo assoluto – rischiando così di trasformare i pazienti in invalidi permanenti -, la prospettiva è quindi molto cambiata.

Sì dunque all’attività fisica, ma in maniera consapevole e controllata.

 

Lascia un commento »

Ok

Il nostro sito web fa uso di cookies per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookies. Se vuoi saperne di più su come utilizziamo i cookies e come gestirli, leggi la nostra informativa sui cookies.