Il Codice Viola può salvarti la vita

Redazione 23 marzo 2016 0
Il Codice Viola può salvarti la vita

Ad oggi, le malattie cardiache rappresentano la principale causa di decesso nei paesi occidentali: ogni anno in Italia 150 mila persone vengono colpite da infarto, 127 mila da scompenso cardiaco e infine oltre 50.000 persone all’anno sono colpite in Italia da un arresto cardiaco. Dopo un arresto cardiaco, meno del 5% delle persone sopravvive. 

Da circa un anno, al Policlinico Gemelli di Roma, è attivo il “codice viola”, un percorso clinico per salvare i pazienti in arresto cardiaco, che non rispondono alle manovre di rianimazione (arresto cardiaco refrattario). In pochissimi minuti è possibile mobilitare un team specialistico multidisciplinare: il paziente viene tenuto in vita grazie a una sorta di cuore e un polmone artificiali esterni, che mantengono le funzioni vitali degli organi. In contemporanea, viene indotto uno stato di ipotermia, una ibernazione controllata con la quale vengono preservate le cellule cerebrali e mitigati gli eventuali danni subiti. Nel frattempo, il team specialistico potrà diagnosticare e intervenire sulla causa dell’arresto cardiaco. Superata la crisi, il paziente viene riportato gradualmente alla normotermia: il processo viene definito «resuscitation».
Dunque il “codice viola”, va ad aggiungersi ai quattro già noti (bianco, verde, giallo, rosso). Disponibile in Italia soltanto presso il Cardiac Arrest Center del Policlinico Gemelli, questo percorso è all’avanguardia e può davvero risultare determinante per salvare la vita di persone in arresto cardiaco refrattario:  si stima infatti, che ci sia il 25-30% in più di probabilità di sopravvivenza per il paziente.

A mettere in pratica questo percorso diagnostico sono diversi specialisti: anestesisti, cardiochirurghi, cardiologi, perfusionisti e rianimatori per la cura avanzata dell’arresto cardiaco refrattario.

«L’arresto cardiaco è refrattario — spiega il professor Massimo Massetti, direttore dell’unità operativa complessa di Cardiochirurgia del Policlinico Gemelli — quando il cuore non riparte dopo le manovre convenzionali di rianimazione cardiopolmonare codificate dalla “catena della sopravvivenza”.

Nell’anno di attivazione , il codice viola ha permesso di salvare la vita a quattro pazienti che senza il percorso di cura creato ad hoc sarebbero andati incontro a morte certa. «Anche solo una vita salvata è importante — dichiara il professor Massetti — . In termini economici abbiamo calcolato che il costo del materiale per un intero trattamento non supera i 10 mila euro. Lo sforzo maggiore è in termini organizzativi: mettere insieme un team multidisciplinare che si attivi in pochi secondi, che lavori e condivida protocolli è stato molto faticoso».

Per far capire meglio come avviene il percorso del “codice viola”, è stato realizzato uno spot con protagonisti proprio il professor Massetti e la sua equipe.

Il Codice Viola e il Cardiac Arrest Center sono stati promossi e realizzati dall’Associazione Onlus Dona la vita con il cuore, che opera nel settore dell’assistenza sociale e sanitaria per la lotta alle malattie cardiovascolari. Le iniziative dell’Associazione spaziano dalla cura al malato  alla ricerca scientifica presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

È possibile sostenere Dona la vita con il cuore, effettuando una donazione con l’importo desiderato.

Lascia un commento »

Ok

Il nostro sito web fa uso di cookies per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookies. Se vuoi saperne di più su come utilizziamo i cookies e come gestirli, leggi la nostra informativa sui cookies.