Intolleranza al lattosio: cosa faccio dopo la diagnosi?

Redazione 1 settembre 2016 0
Intolleranza al lattosio: cosa faccio dopo la diagnosi?

Se spesso siamo colpiti da sintomi come mal di pancia, cattiva digestione, gonfiore addominale, diarrea o stipsi, potremmo trovarci di fronte ad una sospetta intolleranza al lattosio.
In tal caso, sarà bene recarsi dal proprio medico di base e informarsi sui test da eseguire.
I metodi principali, più comuni e scientificamente attendibili sono il Breath test e/o il test genetico.
Se il test dà esito positivo, siamo davvero intolleranti lattosio.
E adesso?

Maria Sole Facioni, Dottore di ricerca in scienze biologiche e molecolari e Presidentessa di AILI (Associazione Italiana Latto-Intolleranti) ci spiega perché non dobbiamo disperarci di fronte ad una simile sentenza.

“Diagnosi positiva, ora cosa faccio? Come mi comporto? Cosa posso mangiare?”

“Queste sono le domande che ci pongono più spesso! – spiega la Dott.ssa Facioni – Essere diagnosticati intolleranti al lattosio non deve rappresentare un problema, bensì la soluzione ai sintomi e malesseri protratti per troppo tempo. Essere al corrente dell’intolleranza è importante per escludere dalla dieta in modo totale o parziale (a seconda della gravità) le fonti di lattosio.

Il primo step dopo il Breath test e/o il test genetico con risultato positivo, sarà quello di consultare il proprio medico specialista per avere le adeguate istruzioni sul post-diagnosi e sulla dieta alimentare da seguire.
Fondamentale è infatti il periodo di disintossicazione da seguire immediatamente dopo la diagnosi di intolleranza al lattosio. Questa fase ha una durata variabile a seconda della condizione della propria flora batterica intestinale, più o meno alterata dal lattosio assunto prima del responso. In questo periodo è necessario seguire determinate linee guida per ripristinare il proprio stato di salute. A tal proposito, il nostro board scientifico ha stilato un breve “vademecum” che diffondiamo ai nostri Soci, su cosa fare e su come comportarsi.

Proprio in questo momento è estremamente importante non abbattersi ed essere tenaci nel seguire una dieta adeguata, nonostante questa possa risultare rigida. Solo così sarà possibile far scomparire i sintomi e tornare al proprio benessere fisico e psicologico”.

Dove si trova il lattosio?

“Il lattosio si trova principalmente nel latte e in prodotti lattiero-caseari derivati. Questo zucchero è presente in elevate quantità nei formaggi freschi, mentre nei formaggi stagionati a pasta dura è presente in ridotte quantità se non quasi assente.
Latte di bufala, di pecora, di capra e di asina contengono lattosio al pari del latte vaccino se non di più.
Il lattosio viene spesso utilizzato anche come additivo, quindi leggere attentamente tutte le etichette di ciò che ci accingiamo ad acquistare. Basti pensare che è possibile trovarlo nel dado, nel prosciutto cotto e altri insaccati, e nella maggior parte dei prodotti da forno”.
Il lattosio è presente solo nei cibi?

“Assolutamente no. Il lattosio, oltre ad essere contenuto negli alimenti e negli integratori, è presente come eccipiente in molti farmaci.
Chiedere consiglio al proprio medico e/o al farmacista per trovare, se possibile, un farmaco alternativo”.

Dottoressa, che cosa bisogna mangiare dunque?

“Il consiglio fondamentale è leggere sempre attentamente la lista degli ingredienti di tutto quello che si acquista.

Alcune linee guida generali:

• via libera a frutta e verdura fresca, pesce e carni non lavorate, pasta secca, riso, prodotti di origine vegetale.
• Attenzione ai condimenti, salse, hamburger, prodotti da forno, pasta fresca.
• No ai formaggi freschi, latte e derivati, panna, burro, dolci, biscotti, gelato”.

“Sono intollerante al lattosio: posso mangiare fuori casa? Se ho una cena fuori con gli amici, cosa posso mangiare? Al ristorante come mi comporto? Ci sono delle soluzioni per non rinunciare del tutto?”

“Queste sono alcune delle domande che assalgono la mente di una persona che ha appena scoperto di essere intollerante al lattosio e ha paura di sentirsi male per lattosio nascosto.
Mangiare fuori casa può effettivamente rappresentare un problema, proprio perché spesso, nell’immaginario comune delle persone (e quindi anche dei ristoratori), l’intolleranza al lattosio viene erroneamente sottovalutata e non trattata come una patologia.
Rinunciare del tutto, è penalizzante per la nostra vita sociale e può portare ad abbatterci ulteriormente a livello psicologico.
La soluzione in questo caso è rappresentata da prodotti in grado di integrare l’enzima mancante (lattasi) che, se assunti poco prima dell’ingestione dell’alimento contenente lattosio, permettono di digerire quest’ultimo. Sono utili sia per concedersi uno strappo alla regola, sia quando non siamo sicuri di ciò che stiamo per mangiare.
Non curano l’intolleranza, ma, se li assumiamo in maniera corretta e senza eccessi, possono farci stare meglio in queste situazioni.”.

Dosaggio e azione: come regolarsi?

“Il dosaggio – conclude la Dott.ssa – dipende sia dal prodotto, ossia da quante unità enzimatiche contiene, sia dal proprio organismo. È possibile prendere più di una compressa alla volta, ma è importante leggere bene ed attenersi alla posologia indicata sulla confezione e/o sul foglietto illustrativo.
La durata d’azione dell’enzima non è fissa.
È soggettiva e dipende dal proprio tempo di svuotamento gastrico, che a sua volta dipende da vari fattori: cibo solido o liquido, combinazione degli alimenti, dal tipo di alimento se ricco di grassi o di zuccheri o di carboidrati, dalla propria velocità di masticazione, dall’acidità di stomaco e dalla motilità intestinale ecc.

Inoltre, grazie alla nostra esperienza pluriennale, abbiamo notato e constatato che l’azione di questi prodotti è più elevata se il periodo di disintossicazione è stato eseguito correttamente e quindi la flora intestinale è tornata alle condizioni fisiologiche”.
Tra i prodotti presenti sul mercato, sono certamente da raccomandarsi quelli con la garanzia di un farmaco. Ad esempio, le compresse masticabili a base di Tilattasi, principio attivo che agisce da enzima e supporta il processo di scissione del lattosio, favorendone così l’assorbimento. Con una formulazione in compresse masticabili è possibile assumere l’adeguata integrazione per quantità di lattosio. I farmaci sono da preferire agli integratori in quanto garantiti dall’approvazione di apposite commissioni regolatorie.

 
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