Intolleranza al lattosio: integrare è meglio che rinunciare

Redazione 3 ottobre 2016 0
Intolleranza al lattosio: integrare è meglio che rinunciare

L’intolleranza al lattosio è una condizione molto diffusa nella popolazione italiana (circa il 50%), nonostante ciò oggi c’è molta confusione a riguardo.

Dopo una diagnosi accurata e scientificamente valida, l’intolleranza al lattosio richiede un periodo di disintossicazione e una dieta alimentare corretta, come altre allergie e intolleranze.

Sicuramente la dieta prevede l’esclusione di lattosio, in modo principale di latte e derivati (non solo di origine vaccina) in cui questo zucchero è presente in quantità elevate. Bisogna però prestare attenzione a quali formaggi  escludere recherche viagra. Non tutti i formaggi contengono lattosio nelle stesse quantità: i formaggi stagionati a pasta dura ed extra dura sono concessi (sempre in moderate porzioni) poiché il loro contenuto di lattosio è pressoché zero, bollino rosso invece per i formaggi freschi tra cui ricotta, stracchino, crescenza, mozzarella. Lo yogurt di per sé è meglio tollerato da chi sviluppa questa intolleranza, perché il lattosio presente è parzialmente trasformato in acido lattico dai fermenti lattici, ma attenzione all’aggiunta di creme!

I prodotti “senza lattosio”

Oggi in commercio, soprattutto nella grande distribuzione, è facile trovare molti prodotti che riportano la dicitura “senza lattosio”. Cosa significa?
In questi prodotti il lattosio è già stato scisso nei suoi due zuccheri semplici, glucosio e galattosio, mediante un processo tecnologico che ne consente una riduzione consistente tale da rendere la bevanda vaccina digeribile anche agli intolleranti. Generalmente viene aggiunta la lattasi (l’enzima in grado di scindere il lattosio) al latte vaccino, rendendolo così più digeribile senza alterarne le caratteristiche organolettiche.

Attenzione! Il lattosio non si trova solo in questi alimenti, ma è utilizzato anche in prodotti dolci e salati. Leggere sempre attentamente la lista degli ingredienti di ogni alimento che ci si accinge a comprare; spesso non si utilizza solo lattosio, possono essere comunque presenti succedanei come siero di latte, latticello ecc.

Considerati i molteplici usi del lattosio (anche in integratori e farmaci) e la carenza di calcio che la dieta priva di questo zucchero può portare, è necessario il parere di un nutrizionista esperto per avere un giusto bilanciamento dei nutrienti e una varietà di cibi adeguata, soprattutto nei bambini.

Ad esempio, spinaci, radicchio, indivia, cavoli, broccoli, carciofi, fagioli, mandorle, nocciole, semi di sesamo, latte vegetale fortificato e succhi di frutta al 100% integrati sono buone fonti di calcio.

La giusta conoscenza e la corretta informazione, soprattutto da parte di medici e biologi nutrizionisti esperti in materia, possono far sì che l’intolleranza al lattosio non rappresenti più un problema.

Un’alimentazione sana e ben equilibrata può risolvere tutti i sintomi dovuti al malassorbimento di lattosio e permettere di tornare al proprio benessere fisico e psicologico con notevoli miglioramenti per tutto l’organismo e le sue funzionalità.

E se non voglio rinunciare al gusto e ai nutrienti del lattosio?

Per non rinunciare completamente al gusto del latte e dei suoi derivati o per essere sicuri fuori dalle mura domestiche (ristoranti, bar, fast food ecc.), esistono compresse masticabili a base di Tilattasi, che non sono curative, ma, se assunte poco prima dei pasti in cui è presente lattosio ne permettono l’assorbimento, neutralizzando o riducendo i sintomi (proporzionalmente ai quantitativi presunti).

L’associazione AILI

Per saperne di più sull’intolleranza al lattosio puoi rivolgerti ad AILI, Associazione Italiana Latto-Intolleranti. AILI ha l’obiettivo di far crescere il senso civico e l’attenzione sociale, sensibilizzando e diffondendo la conoscenza dell’intolleranza al lattosio.

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