Ipercolesterolemia? Sempre più italiani ne soffrono, pochi sanno di averla

Redazione 28 giugno 2016 0
Ipercolesterolemia? Sempre più italiani ne soffrono, pochi sanno di averla

Sono molti gli italiani che pur soffrendo di colesterolo elevato non sanno nemmeno di averlo. E numerosi sono anche coloro che, pur avendo una diagnosi ben precisa, non ricevono le adeguate terapie per combatterlo. Questo è il preoccupante quadro che si delinea quando parliamo di patologie legate al colesterolo in eccesso.

Il colesterolo “cattivo” (LDL) rappresenta il principale rischio per l’insorgenza delle malattie ischemiche ed è la prima causa di morte tra le patologie cardiovascolari, raggiungendo una soglia che sfiora il 20%.

I recenti dati inoltre sembrano essere particolarmente allarmanti: evidenziano infatti un’ipercolesterolemia in continuo aumento e mettono in luce come ne soffra e sia in cura più del 35% della popolazione. A questi dati si aggiunge una totale inconsapevolezza degli italiani: circa il 40% non sa di esserne affetto.

La prevenzione cardiovascolare costituisce il primo passo per un cuore in salute ed è per questo che, se si vuole vivere più a lungo e meglio, è fortemente consigliato il consumo di integratori deputati al controllo e alla riduzione del colesterolo in eccesso. Grazie a fitosteroli, riso rosso e polifenoli dell’olivo, Colesia® garantisce una limitazione dell’assorbimento, la sintesi e l’ossidazione del colesterolo. Una formulazione in capsule molli che considerata l’assenza di glutine e lattosio, è adatta ad una fascia sempre più ampia di pazienti.

Vi sono poi alcuni elementi esterni che costituiscono uno stimolo all’insorgere dell’ipercolesterolemia: fumo, ipertensione, diabete e radicali liberi. A questi, va poi aggiunto il fattore genetico che influisce per il 50% sul rischio di contrarre questo disturbo.

La dieta e il movimento aerobico, con l’integrazione di Colesia®, possono essere fattori determinanti per il nostro cuore. Senza considerare il guadagno anche in termini economici che una ottimizzazione della terapia potrebbe portare con sé: secondo quanto riportato da The European House-Ambrosetti e sostenuto da Amgen infatti l’ipercolesterolemia costa al sistema sanitario nazionale circa 1,2 miliardi di euro. Una spesa che potrebbe significativamente diminuire se si prestasse maggiore attenzione alla prevenzione.

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