L’alfa e l’omega: l’alfabeto della salute

Redazione 30 settembre 2005 0

30/05/2005

Le popolazioni eschimesi hanno la minor percentuale di morte per malattie cardiovascolari. Alcuni scienziati, che nel ’70 hanno studiato questa loro peculiarità, hanno scoperto che il merito era da attribuire alla grande quantità di pesce mangiato. Il pesce, infatti, contiene l’Omega 3, degli acidi grassi molto utili all’organismo.

Nel nord del mondo, dove gli uomini sono piccoli di statura per resistere meglio al freddo e il sole basso sull’orizzonte disegna sul ghiaccio ombre da giganti, la vita è certamente dura, ma le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nelle società evolute, sono pressoché sconosciute. Questa peculiarità ha incuriosito gli scienziati che negli anni ‘70 si sono dedicati allo studio della popolazione di eschimesi dal cuore così forte, per scoprire che la spiegazione biologica di tanta salute è nel pesce che da sempre costituisce la dieta quasi esclusiva degli Inuits, il gruppo oggetto di studio.

Merluzzi, tonni, sgombri, pesce spada, sardine, acciughe, aringhe (non tutti i pesci del vasto mare) possono dunque ascriversi gran parte del merito di arterie elastiche e sgombre da placche aterosclerotiche, e questo grazie alla presenza nelle loro carni degli Omega 3, acidi grassi essenziali che il nostro organismo non può sintetizzare e deve quindi introdurre col cibo. Se ne trovano, anche se in misura minore, nei cereali, nei legumi e nelle noci.

Proviamo ad immaginare un alfabeto della salute dove la prima lettera: l’Alfa, stia per Alimentazione corretta, mentre l’Omega, dove l’aggiunta del 3 indica la posizione del primo doppio legame nell’acido grasso insaturo, è il nome assegnato all’olio di pesce così benefico per la salute. Tecnicamente sono chiamati EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesanoico), ma più semplicemente potremmo chiamarli gli acidi grassi buoni che lavorano per contrastare quelli cattivi ovvero gli eicosanoidi. Quelli buoni hanno la proprietà di mantenere fluide le membrane dei sessantamila miliardi di cellule che scambiandosi continue informazioni attraverso un colloquio molecolare, permettono al nostro organismo di restare in vita.

Altro fondamentale effetto protettivo degli Omega 3 è quello di antiaggregante piastrinico ovvero: riducono il rischio di coaguli nel sangue, inoltre mantengono l’equilibrio dei lipidi nel plasma e la pressione arteriosa sotto controllo.

Le ricerche dimostrerebbero che gli Omega 3 esercitano anche una forte azione antinfiammatoria per cui li stanno testando come terapia per patologie intestinali quali il morbo di Crohn e come prevenzione per malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Nel 1999 Lancet ha pubblicato i risultati di uno studio italiano durato tre anni su 11324 pazienti infartuati. Questo lavoro, frutto della collaborazione dei cardiologi ospedalieri italiani con l’Istituto Mario Negri, ha dimostrato che il trattamento con farmaci a base di grassi Omega 3 riusciva a ridurre considerevolmente la mortalità legata alla patologia.

Riassumendo:

  • l’assunzione di un grammo al giorno di questo acido grasso dovuta a una dieta equilibrata, cioè ricca del pesce giusto (oltre che di legumi, cereali, noci ), è essenziale per prevenire problemi cardiovascolari.
  • Per le persone a rischio è indicata l’assunzione di farmaci contenti acidi grassi Omega 3 che sono però piuttosto costosi e che, come tutti i farmaci, vanno assunti solo se vi è una precisa indicazione terapeutica.
  • Gli integratori invece, a patto di prenderne dalle 6 alle 8 capsule al giorno almeno per il primo mese, possono arricchire la dieta di un individuo sano che non riesce a seguire un’alimentazione sufficientemente ricca di questi oli essenziali.

Ma piuttosto che ingurgitare capsule è più piacevole e meno costoso – sostiene il farmacologo Silvio Garattini – mangiare un paio di volte a settimana 180 grammi di sgombro, magari alla griglia; oppure 400 grammi di salmone rosa, delizioso al forno, per assorbire quel tanto di olio di pesce che contribuisce a spazzare le nostre arterie.
O ancora “alimentarsi di movimento” toccasana per l’umore oltre che per la salute come suggerisce Paolo Sorbini, magnifico ottantenne sempre in moto, titolare della ditta che da sempre produce integratori per sportivi.

Tipo di pesce*Quantità di pesce che contiene 1 g di omega-3
Sgombro45 g
Acciughe71 g
Aringhe83 g
Tonno91 g
Salmone rosa100 g
Pesce spada 500 g
Merluzzo333 g
Sogliola1000 g
* Per conservarne intatti i principi nutritivi e quindi i benefici, il pesce va cotto al forno, in umido o alla griglia.

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