Metabolismo e salute maschile. Come interagiscono

Redazione 10 gennaio 2008 0

10/01/2008
Alcuni dei disturbi più severi per l’uomo (come le disfunzioni erettili) hanno origine multifattoriale, e un ruolo importante lo giocano i fattori metabolici. Nell’uomo il testosterone è un ormone di fondamentale importanza e i suoi livelli influenzano molte funzioni fisiologiche del corpo umano. Un basso livello di testosterone, infatti, può causare molti problemi.

Numerosi fattori contribuiscono a compromettere la salute maschile. Alcune disfunzioni come quella dell’erezione, i disturbi del tratto urinario o l’ipertrofia prostatica benigna (IPB) hanno origine multifattoriale e spesso sono collegati tra loro. Inoltre nella manifestazione di questo gruppo di disturbi sovente contribuiscono fattori metabolici, cardiovascolari ed endocrini.
In particolare quest’ultimi tre fattori sembrano avere influenza in modo particolare per quanto riguarda la cosiddetta sindrome metabolica.
Questa sindrome è caratterizzata da un complesso di disfunzioni: l’intolleranza al glucosio con rapido innalzamento della glicemia nel sangue, l’insulinoresistenza (che può portare allo sviluppo del diabete di tipo 2), l’obesità addominale, la dislipidemia (alti livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue) e ipertensione.

In quale modo la sindrome metabolica influenza le problematiche “maschili”? Facciamo alcuni esempi.
Da alcuni studi scientifici è emerso che gli uomini che tendono ad avere livelli di glucosio che si innalzano più velocemente, siano anche maggiormente soggetti all’ingrossamento della prostata, così come i diabetici. Un eccesso di colesterolo inoltre può predisporre anche all’aterosclerosi e all’ischemia pelvica come all’atrofizzazione della muscolatura della vescica e alla fibrosi. Ed è proprio l’occlusione dei vasi che più frequentemente si associa alla disfunzione erettile.
I problemi legati all’IPB spesso sono associati anche al diabete e all’ipercoelsterolemia. L’insulina è infatti un ormone che stimola la crescita della prostata. L’insulinoresistenza inoltre è spesso associata alla dislipidemia, che è assai comune in chi ha problemi urinari legati all’IPB.

Ci sono elementi possano indicare queste correlazioni? Alcuni sostengono che i livelli di insulina nel siero, il colesterolo totale e LDL siano più alti negli uomini in cui l’ipertrofia prostatica dà dei sintomi, anche se solo l’iperinsulinemia è considerato un fattore di rischio per lo sviluppo dell’IPB.

La comprensione di tutti questi meccanismi che controllano insulina, metabolismo dei lipidi, ipertensione e crescita prostatica può essere quindi utile per affrontare anche i disturbi sessuali e urinari.

Occorre quindi che gli uomini adottino un approccio più globale ai propri problemi di salute, che non ponga l’attenzione solo ai problemi della prostata o della vescica o alle disfunzioni sessuali, ma anche ai fattori metabolici e cardiovascolari che possono essere la causa reale di un disagio più immediato o fastidioso.

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