Omega-3, efficacia garantita anche nel post-infarto

Redazione 24 novembre 2016 0
Omega-3, efficacia garantita anche nel post-infarto

Gli acidi grassi Omega-3 non solo prevengono malattie cardiache, ma la loro efficacia si spinge anche nel post-evento, ovvero quando un infarto del miocardio si è già verificato in precedenza.

Ad assicurarlo è la scienza, ma bisogna fare attenzione: non tutti i prodotti a base di Omega-3 sono uguali e la loro concentrazione di principio attivo è determinante per garantirne l’efficacia. Olevia® è la prima formulazione farmaceutica equivalente che, grazie al suo contenuto di Omega-3 (con una concentrazione pari all’85%), costituisce un’ottima forma di prevenzione in grado di diminuire il rischio mortalità nei pazienti con pregresso infarto miocardico. A differenza dei numerosi integratori a base di Omega-3 che sono disponibili sul mercato, Olevia®, da assumersi sotto prescrizione medica, vanta una riduzione del 50% degli eventi di morte improvvisa.

A testimoniare i benefici effetti degli Omega-3 nel post-infarto è stato un nuovo studio scientifico che ha dimostrato come essi siano in grado di ridurre gli esiti cicatriziali e favoriscano un miglior pompaggio del sangue.

La  rivista Circulation ha infatti pubblicato una ricerca del Brigham and Women’s Hospital di Boston effettuata su un campione di 360 pazienti infartuati divisi in due gruppi e monitorati per sei mesi: al primo gruppo sono stati somministrati quotidianamente Omega-3, mentre i pazienti del secondo sono stati sottoposti a terapie placebo già iniziate dal primo mese successivo al ricovero.

Al termine dell’analisi si è osservata una significativa riduzione di fibrosi nella regione infartuata del cuore e un miglior pompaggio del sangue da parte del muscolo cardiaco. Risultati importanti se consideriamo che nelle persone che in passato hanno sofferto di infarto la parte del muscolo che rimane sana si trova a dover compiere un extra lavoro per pompare il sangue, con il conseguente pericolo di sviluppare cicatrici a livello dei tessuti (processi che con il tempo possono portare ad un’insufficienza cardiaca).

Non solo, i pazienti che riuscivano ad assorbire meglio l’olio di pesce e che quindi mostravano livelli di Omega-3 più elevati nel sangue, godevano di una riduzione del 13% del residuo di sangue nel ventricolo sinistro rispetto alla media del 6% dei restanti pazienti, trattati anch’essi con Omega-3.

Un ulteriore riconoscimento dell’importante lavoro che gli Omega-3 svolgono nel favorire il benessere del nostro organismo.

 

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