Omega-3: taglia le spese, allunga la vita

Redazione 28 settembre 2016 0
Omega-3: taglia le spese, allunga la vita

Il consumo di Omega-3 associato alla terapia standard è in grado di ridurre il numero di ospedalizzazioni e la mortalità nei pazienti affetti da scompenso cardiaco.

Ad affermarlo sono le linee guida 2016 sulla gestione della sindrome cardiovascolare presentate a Roma in occasione del congresso annuale della Società Europea di Cardiologia (Esc).

L’efficacia degli Omega-3 nei pazienti con scompenso cardiaco è una tesi diffusa già da qualche tempo ed il loro effetto è particolarmente evidente quando si prendono in considerazione diversi parametri come la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la funzione ventricolare. Recenti studi confermano gli effetti positivi che gli Omega-3 esercitano sul nostro organismo: da uno studio clinico italiano (GISSI – Hearth Failure) randomizzato e controllato con placebo e condotto in 326 centri di cardiologia e in 31 centri di medicina interna in Italia, emerge che aggiungendo gli omega-3 alle terapie solitamente utilizzate dai pazienti con scompenso cardiaco cronico è possibile ridurre la mortalità di circa il 10%”.

Viene così ulteriormente ribadita la centralità del ruolo di Olevia® nella terapia del post-infarto e nella riduzione dei livelli di trigliceridi. Questo farmaco equivalente a base di acidi grassi Omega-3 in capsule molli è infatti consigliato dagli specialisti che ne riconoscono la sua efficacia, grazie anche alla concentrazione dell’85% di sostanza attiva.

Associare alla terapia standard il farmaco equivalente Olevia® significa non solo preservare la propria salute, ma vuol dire anche garantire un risparmio economico per il Sistema Sanitario.  Ricerche condotte dalla Frost & Sullivan riportano infatti che grazie all’utilizzo degli Omega-3 le ospedalizzazioni potrebbero essere ridotte del 4,8%, con la conseguenza che il Sistema Sanitario europeo arriverebbe a risparmiare circa 12 miliardi di euro tra il 2016 e il 2020. In Italia, la riduzione delle ospedalizzazioni per scompenso cardiaco arriverebbe addirittura a toccare il 14% con una spesa per il nostro Sistema Sanitario Nazionale pari a 75 milioni di euro, facilitando altresì la sostenibilità economica di strategie terapeutiche innovative.

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