Parodontite, previenila per salvare i tuoi denti!

Redazione 29 gennaio 2016 0
Parodontite, previenila per salvare i tuoi denti!

La parodontite, conosciuta anche come piorrea, è un’infezione gengivale che affligge circa il 60% degli italiani. Una patologia che può verificarsi anche in pazienti che seguono una corretta igiene dentale quotidiana.

Sottovalutare questo disturbo può significare anche incorrere in una precoce caduta dei denti, ecco perché è importante conoscere di cosa si tratta.

La piorrea è un’infezione che colpisce i tessuti di supporto del dente e che, a causa dei batteri, porta l’osso e le gengive a ritirarsi. Contrariamente a quanto si pensi, non si tratta di una patologia che colpisce solo le persone in tarda età: la sua maggiore incidenza viene riscontrata in pazienti che hanno tra i 30 e i 40 anni e nel nostro Paese circa 8 milioni ne sono affetti mentre 3 milioni ne soffrono nella sua forma più grave. Quello che accade in quest’ultimo caso è che i denti iniziano a muoversi e spesso vengono estratti, anche se perfettamente sani.

Già con la prima visita gratuitaDoctor Dentist , un team di medici esperti  sarà in grado di consigliare al meglio il paziente e individuare l’eventuale insorgenza del problema, consigliando il corretto trattamento sulla base delle esigenze individuali. I sistemi di prevenzione non sono infatti gli stessi per tutti.

Ma quali sono i segnali di un principio di parodontite e come prevenirla?

Il primo campanello di allarme è dato da un’infiammazione superficiale delle gengive, che si presenteranno arrossate e gonfie. A questo si aggiunge il sanguinamento gengivale, fattore di rischio che può portare la gengivite a trasformarsi in una malattia parodontale. Da qui, si potranno riscontrare retrazioni gengivali (o recessioni), aumento della sensibilità dentale, alitosi importante, mobilità e cambiamento della posizione dei denti.

In breve, gli esperti mondiali di parodontologia sono unanimi nel ritenere efficace un approccio al problema che consiste in tre fasi:

1)     Autodiagnosi del paziente (sanguinamento delle gengive).

2)     Screening parodontale del professionista ed eventuale suggerimento di intraprendere un trattamento.

3)     Portare a termine la terapia. Un punto da non sottovalutare in quanto esiste il rischio che il paziente decida di interrompere le cure dopo un miglioramento dato dal primo ciclo di cure. Una scelta che secondo alcuni esperti può portare addirittura a “coltivare” la malattia.

Infine, bisogna considerare che recenti studi parlano di una possibile influenza dei batteri associati alla parodontite nell’incidenza di malattie cardiovascolari come infarto, ictus e su diabete, patologie polmonari, osteoporosi, infertilità nonché complicanze in gravidanza. Ulteriori motivi per non sottovalutare il ruolo della prevenzione odontoiatrica

 

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