Poliposi nasale: che fare?

Redazione 25 giugno 2015 0
Poliposi nasale: che fare?

La poliposi nasale è una patologia infiammatoria cronica della mucosa nasale che può derivare da diversi fattori, ma la cui causa precisa è ancora sostanzialmente ignota.

L’origine del problema, oltre che in una predisposizione genetica, andrebbe ricercata nell’ipersensibilità delle mucose nasali verso alcuni stimoli esterni (allergici, farmacologici, termici), ma si pensa che nello sviluppo della patologia possa influire anche un’anomalia del metabolismo dell’acido arachidonico (contenuto in molti alimenti).

La poliposi colpisce tutto il distretto naso-sinusale, ed è caratterizzata da rigonfiamenti benigni che si sviluppano sul rivestimento della cavità o dei seni nasali, determinando ostruzione respiratoria e varia sintomatologia:

  • naso ostruito e difficoltà respiratoria;
  • diminuzione dell’olfatto (iposmia e anosmia);
  • diminuzione del gusto;
  • cefalea;
  • russamento e apnee notturne;
  • alitosi.

Da sottolineare in ogni caso che la presenza di polipi nasali determina una serie di problemi più ampi, che coinvolgono tutti i distretti dell’apparato respiratorio, con una maggior incidenza di infezioni, sinusiti, bronchiti e asma.

Interessa una percentuale di popolazione tra l’1 e il 4% ed è spesso associata a malattie allergiche, ad intolleranze ad alcuni farmaci (acido acetilsalicilico, penicillina e derivati) e/o a disordini immunitari.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata dallo Specialista durante la visita, con l’ausilio dell’endoscopia visiva dei seni nasali, per valutare dimensione e posizione dei polipi. Il medico può anche decidere di eseguire una TAC, soprattutto nella prospettiva di intervenire chirurgicamente.

Possono completare la fase diagnostica anche i test allergologici e la citologia nasale (analisi delle cellule della mucosa nasale), che permettono di valutare le cause che hanno portato alla formazione dei polipi ed eventualmente agire di conseguenza con un trattamento specifico.

Trattamento

La poliposi nasale è una patologia recidivante, solitamente trattata con una terapia sintomatica a base di farmaci cortisonici o antistaminici, accompagnata da frequenti lavaggi nasali per prevenire l’accumulo di secrezioni, che però non è nella maggior parte dei casi risolutiva.

Quando l’approccio farmacologico non è più sufficiente a tenere sotto controllo la patologia, e si determina uno stato infiammatorio cronico con varie complicazioni, diventa necessario intervenire chirurgicamente, asportando i polipi e ricreando così una corretta circolazione di aria all’interno del naso.

L’intervento più comunemente utilizzato per la rimozione dei polipi viene eseguito per via endoscopica, ed è appunto chiamato FESS (Functional Endoscopic Sinus Surgery) .
La delicatezza dell’epitelio nasale richiede infatti un approccio minimamente invasivo, e le nuove tecniche endoscopiche permettono di aspirare il polipo ed eliminarlo, causando danni estremamente limitati.

Una ritrovata funzionalità della mucosa nasale è comunque fondamentale per il benessere respiratorio del paziente e con la FESS i tempi di recupero si sono notevolmente ridotti; inoltre nella fase post-operatoria è possibile oggi utilizzare prodotti ad azione localeun tempo non presenti in commercio.

Più precisamente, grande importanza riveste in questo senso l’impiego dell’acido ialuronico ad alto peso molecolare 9 mg in nebulizzazioni nasali 0,3% (commercializzato con il nome Yabro®); diversi studi hanno infatti dimostrato che questa sostanza svolge azione cicatrizzante, ed è efficace nel ridurre la formazione di croste, favorendo la guarigione e la riparazione della mucosa.

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