Reumatismi e patologie vescicali: può esserci correlazione

Redazione 31 maggio 2016 0
Reumatismi e patologie vescicali: può esserci correlazione

Disturbi di natura reumatica e patologie vescicali possono sembrare, almeno apparentemente, molto lontani tra loro, eppure sono sempre di più i casi che evidenziano una tendenza a sviluppare fastidi intimi in chi soffre di problemi reumatici.

Questa scoperta nasce dall’analisi di diverse pazienti da parte della Prof.ssa Monica Sommariva, Specialista Urologo dell’Ospedale Fornaroli di Magenta – A.O., che ha osservato come molte donne affette da patologie reumatiche come artrite reumatoide, il lupus e la sindrome di Sjögren, avevano in comune disturbi vescicali indotti sia dalla malattia che dalle terapie immunodepressive, in grado di generare importanti infiammazioni alla vescica come per esempio la cistite emorragica.

Da qui nasce la cosiddetta “uro-reumatologia”, ovvero una disciplina che mette insieme due figure specialistiche che dialogano in maniera costante e collaborativa: l’urologo e il reumatologo. Come sottolineato dalla stessa Prof.ssa Sommariva, sarà infatti compito dei due esperti fornire una strategia combinata che preveda “una terapia volta a proteggere irritazioni vescicali ed evitare di incorrere in patologie infiammatorie e batteriche gravi da non potere permettere le terapie reumatologiche”.

La soluzione per superare questo problema è rappresentata dalla combinazione di acido ialuronico e condroitin solfato, disponibile sia come terapia (Ialuril Prefill® instillazioni) sia come integrazione in capsule molli (Ialuril Soft Gels®). Si tratta di prodotti di eccellenza contro i disturbi vescicali e che, grazie al loro composto, non presentano il rischio di resistenza batterica e aiutano a ricostruire la barriera protettiva della vescica senza provocare danni collaterali.

Infine, è bene non dimenticare che prevenire disturbi di tipo vescicale significa anche poter godere di una sessualità libera dai dolori che si presentano durante il rapporto e che sono tipici della cistite interstiziale o, ancora, senza le alterazioni della mucosa vaginale che caratterizzano la sindrome di Sjögren.

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