Se il dolore dà i numeri, fermalo!

Redazione 28 febbraio 2017 0
Se il dolore dà i numeri, fermalo!

L’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (AISD) lo definisce “una spiacevole esperienza sensoriale ed emotiva derivante da danno tissutale reale o potenziale”. Il dolore è una condizione che ci rende fragili toccando il fisico e la mente, se pensiamo che influenza inevitabilmente la quotidianità.

Questo sintomo così generico, spesso necessita di essere indagato a lungo per poterne comprendere la causa. Che sia artrosi, tendinite, nevralgia, emicrania, o di altre origini, in realtà non viviamo una relazione solitaria con il dolore, in quanto moltissime persone in Italia stanno provando le nostre stesse sensazioni. L’Osservatorio italiano sulla salute porta avanti annualmente uno studio sullo stato di salute della popolazione del nostro Paese, rilevando moltissimi pazienti che lamentano dolore acuto.

Sentirsi meglio è fondamentale per far valere la propria normalità, per questo esistono farmaci in grado di combattere il dolore. La scienza ha confermato la superiorità in termini di efficacia del Diclofenac rispetto al Paracetamolo, in particolare per il dolore osteoarticolare, indirizzandoci verso le molteplici formulazioni di questo principio attivo. È necessario fare attenzione al sovradosaggio, in particolare quando si tratta di cronicizzazione del dolore, per il quale sarà necessario assumere il farmaco per maggior tempo. Ma come assicurare proporzionalità tra la quantità del farmaco e l’intensità del dolore? Esiste un prodotto sul mercato in grado di “personalizzare” la terapia a seconda delle proprie esigenze: si tratta di Akis®, ovvero una formulazione sottocutanea di Diclofenac. Esso contiene IdrossipropilBeta ciclodestrine che conferisce una maggior solubilità del principio attivo, e quindi conseguente riduzione del volume della soluzione iniettabile.

Ma cosa succede agli italiani quando provano dolore acuto, quali cure ricevono e in quanto tempo? I dati del 2015 dell’Osservatorio ci dicono che 10 milioni di persone in Italia si sono recate al pronto soccorso per dolore acuto e il 60% dei consulti con il proprio medico di base avviene per la stessa ragione.

Le macro-aree riscontrate sono:

– lombalgia, determina il 78% di accessi al pronto soccorso

– cefalea, ne determina il 16%

– coliche renali, ne determina il 5%.

Circa il 25% degli italiani non esita a chiedere un consulto dell’esperto, presentandosi dal medico in meno di una settimana, mentre il 28% verifica che il dolore persista, prendendo appuntamento entro un mese.

Quello che si evince da questi studi è che il dolore trattato precocemente ci aiuterebbe a “risparmiare” ore di dolore, oltre che denaro. Ascoltare il nostro corpo è fondamentale per riportare al medico un’anamnesi puntuale e agire immediatamente.

 

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