Sole: sì ma non troppo

Redazione 12 agosto 2005 0

12/08/2005

L’estate arrivata e con essa il desiderio di tintarella. Attenzione però a non avere fretta e a non dimenticare mai le creme protettive

Al mare o in montagna, il desiderio di abbandonare il pallore invernale è adesso una possibilità reale. Attenzione però perché il sole, soprattutto quello estivo, può nascondere molte insidie e provocare danni seri a pelle, occhi e salute.

La tintarella è in realtà una difesa che il nostro corpo mette in atto per proteggersi dal sole.
I raggi solari sono composti da diverse radiazioni elettromagnetiche che in parte vengono assorbite dall’atmosfera terrestre prima di giungere sulla superficie. I raggi ultravioletti (UVA, UVB), infrarossi (IR) e la luce visibile sono invece in grado di attraversare gli strati d’aria che ci sovrastano e giungono fino a noi in quantità diverse a seconda di latitudine, altitudine e inclinazione dell’asse terrestre. Se ci si sposta verso l’equatore o se si sale rispetto alla superficie del mare l’intensità delle radiazioni aumenta. L’inclinazione dell’asse terrestre è responsabile dei cambi di stagione e fa in modo che durante i periodi estivi la quantità di raggi al suolo sia massima.

Un altro fattore importante per valutare la quantità di radiazioni solari che arrivano sulla superficie terrestre è l’ozono. Questo gas infatti, presente in uno degli strati più bassi dell’atmosfera terrestre, la stratosfera, è in grado di assorbire grandi quantità di radiazioni elettromagnetiche. L’inquinamento atmosferico provoca un assottigliamento dello strato di ozono che ha fra le molte conseguenze anche quella di aumentare la quantità di radiazioni che arrivano fino a noi.

I raggi solari che riescono a filtrare ci donano la tanto amata abbronzatura ma possono provocare anche patologie gravi oltre a un invecchiamento prematuro della pelle. Troppo sole determina malattie degli occhi, come la cataratta, e alterazioni gravi del sistema immunitario. Molti tumori della pelle sono causati da un’eccessiva esposizione al sole soprattutto se avvenuta nei primi anni di vita. I più piccini, infatti, sono i più vulnerabili e proteggerli dal sole significa evitare loro molti guai da adulti.

E’ necessario quindi ripararsi dai raggi solari soprattutto per evitare sovraesposizioni con conseguenti arrossamenti ed eritemi. Indossare cappelli e indumenti che limitino l’irraggiamento del corpo può essere molto utile soprattutto durante le ore più calde e per evitare periodi sotto il sole troppo lunghi. La migliore difesa per la nostra pelle rimane comunque l’ombra. Gli occhiali da sole non dovrebbero mai allontanarsi troppo dai nostri occhi anche se bisogna fare molta attenzione a come li si sceglie. E’ importante sapere la percentuale di raggi UV che sono in grado di filtrare e se sono resistenti agli urti. Più avvolgenti sono meglio è. La presenza del marchio CE è una garanzia di affidabilità.

Le creme protettive svolgono un ruolo fondamentale e aiutano a evitare pericolose sovraesposizioni. Tutti, anche quelli che hanno una carnagione scura, dovrebbero applicare frequentemente su tutto il corpo una crema con fattore di protezione non inferiore a 15. Le creme non vanno però considerate utili a prolungare l’esposizione al sole, ma solo a proteggere maggiormente la nostra pelle per un determinato periodo di tempo che dipende dalle caratteristiche di ciascun individuo.

Un altro modo per proteggersi in modo adeguato è quello di informarsi ogni giorno su qual è l’Indice Universale di Radiazione UV (UVI) nel luogo dove ci si trova. Tale indice dovrebbe essere riportato dai bollettini meteorologici e per gli appassionati della rete sono disponibili le previsioni sul sito del Laboratorio di Meteorologia e Modellistica Ambientale (LaMMA). Molte altre informazioni dettagliate sono presenti sulle pagine dell’ Istituto Superiore di Sanità.

Quando il sole non si vede o è troppo debole c’è poi chi sceglie i raggi delle lampade UV che se non usate in modo corretto possono essere molto dannose. Chi proprio non riesce a fare a meno del sole artificiale dovrebbe almeno limitare le esposizioni o sfruttarle per preparare in modo graduale la pelle al sole vero.

La tintarella, insomma, mette a dura prova il nostro buon senso. Difficile resistere alla tentazione di ungersi e rosolarsi al sole per ore. Sicuramente però per chi riesce a non farsi ammaliare troppo dai raggi del sole i vantaggi nel futuro saranno evidenti. Addirittura si ritiene che il pericolo derivato da un’eccessiva esposizione sia sempre in agguato durante tutto l’arco dell’anno anche quando la quantità di raggi elettromagnetici che raggiunge la terra non è massima. Studi scientifici hanno infatti riscontrato condizioni di salute molto più favorevoli in chi è in grado di diminuire la somma totale di raggi accumulati durante il corso della vita piuttosto di chi ne limita la quantità solo in condizioni estreme e momentanee. Non c’è dubbio che tutto ciò rappresenta la rivincita dei pallidi.

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