Torna l’ora legale: pericolo infarto!

Redazione 18 marzo 2016 0
Torna l’ora legale: pericolo infarto!

L’ora legale sta per tornare, ma il nostro corpo è pronto a spostare indietro le lancette dell’orologio?

Secondo quanto riportato da alcuni ricercatori, il cambio dell’ora comporterebbe effetti negativi sul nostro organismo, non solo per quanto riguarda il sonno.

Uno studio condotto dall’Università del Michigan rivela infatti come l’ora legale sia responsabile anche della salute del nostro cuore, aumentando del 25% il rischio di infarto. Un risultato che si basa su dati rilevati su pazienti ricoverati tra il gennaio 2010 e il settembre 2013 negli ospedali del Michigan. Quello che è emerso è stato che un’ora di sonno in più, guadagnata con il ritorno dell’ora solare, coincide con una riduzione dei casi di infarto pari al 21%.

A precisare l’entità del rischio a cui andiamo incontro con l’arrivo dell’ora legale è il coordinatore dello studio, il cardiologo Hindter Gurm, che ha affermato come “sebbene i cambiamenti che osserviamo siano lievemente percettibili, i casi di infarto salgono quando lo stress aumenta”. E gli effetti sembrerebbero farsi sentire dal lunedì successivo al cambiamento dell’orario fino ai quattro lunedì seguenti.

Nonostante le cause legate al “lunedì “killer del cuore” non siano ancora state ufficialmente indicate, la perdita di un’ora di sonno, che va ad aggiungersi al preesistente stress da lavoro, rappresenta la spiegazione più valida.

Se negli Stati Uniti c’è già chi si è mobilitato per chiedere l’abolizione del cambio dell’ora, un valido aiuto per contrastare i possibili effetti negativi provocati dallo spostamento delle lancette dell’orologio è rappresentato da Olevia, il farmaco equivalente a base di acidi grassi Omega-3  in capsule molli con una concentrazione della sostanza attiva pari all’85%. In questo modo l’assunzione di Omega-3 ci aiuterà non solo a combattere i rischi che la perdita di un’ora di sonno porta con sé, ma anche a scongiurare una recidiva per chi ha già sofferto in precedenza di malattie cardiovascolari.

 

 

 

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