Trattamento del dolore post operatorio: l’Italia al di sotto della media europea

Redazione 28 gennaio 2016 0
Trattamento del dolore post operatorio: l’Italia al di sotto della media europea

Ogni anno in Italia, circa 4 milioni di pazienti sono costretti a ricorrere alla chirurgia e circa l’80% dichiara di avere sofferto di dolore post operatorio. Eppure, nel nostro Paese, questo disturbo viene spesso sottovalutato e la sua gestitone risulta largamente inferiore rispetto agli standard europei.

Non bisogna infatti dimenticare che gestire in maniera attenta ed ottimale il dolore a seguito di un intervento chirurgico significa accelerare il ritorno ad una vita regolare e ad una migliore qualità della vita. Da qui, l’importanza di controllare e ridurre il dolore post operatorio che, se non curato, rischia di cronicizzarsi (si pensi che in Italia questo accade nell’80% dei casi di intervento di ernia inguinale).

L’utilizzo di Akis rappresenta un valido aiuto contro il dolore post operatorio e aiuta a ridurre le possibilità di complicanze. Nella sua formulazione intramuscolare a base di diclofenac, è disponibile anche nei bassi dosaggi da 25 e 50 mg (oltre che nella tradizionale formulazione da 75mg), a seconda dell’intensità di dolore che ciascun paziente manifesta.

Ad evidenziare la grave carenza di servizi, è uno studio condotto a Roma e pubblicato sulla European Review for Medical and Pharmacological Sciences.

Nel dettaglio, lo studio si basa su un confronto tra i dati raccolti attraverso due ricerche effettuate nel 2006 e nel 2012 su un campione che coinvolge circa il 40% degli ospedali pubblici italiani e realizzate dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI).

Dai risultati ottenuti, si evidenzia che solo la metà degli ospedali analizzati ha attivato un Servizio del dolore acuto post operatorio (Acute Pain Service), ovvero un’unità organizzativa nella quale l’anestesista coordina un team responsabile della gestione del dolore post operatorio. In particolare, solo il 10% dei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico avrebbe ricevuto un trattamento del dolore post operatorio personalizzato.

Nel 2010 inoltre si registra un calo dell’offerta formativa dedicata al dolore post operatorio che è passata dal 57% del 2006 al 37%.

Tra tutte le regioni, la Lombardia sembra essere stata la più virtuosa: qui infatti sono state prodotte le delibere necessarie all’istituzione dei centri Hub per la terapia del dolore cronico e si evidenzia uno dei maggiori tassi di attivazione di servizi dedicati al trattamento del dolore acuto. Tuttavia ancora molto può essere fatto in questo ambito.

 

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