Vaccino antinfluenzale, si parte

Redazione 18 ottobre 2010 0

Con l’arrivo dell’inverno comincia anche la stagione influenzale. Come ogni anno, per prevenire gravi conseguenze, riparte la campagna di vaccinazione antinfluenzale: scopri quando e a chi è consigliata

Al via dal 1 ottobre la campagna per la vaccinazione antinfluenzale, promossa come ogni anno dal Ministero della Salute.
Dopo la scorsa stagione, caratterizzata da un alto numero di contagi, da uno scarso ricorso alla vaccinazione e da tanta confusione a livello di informazione, gli esperti si interrogano su quale sarà lo scenario della stagione in arrivo. Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università di Milano, quest’anno l’influenza potrebbe giocare d’anticipo, e presentarsi  già nel mese di novembre con un numero di contagi simile all’anno scorso.

Come sempre fare previsioni esatte è difficile, e in attesa degli eventi l’unica arma disponibile è dunque la prevenzione.

Chi dovrebbe vaccinarsi?
Come sempre la vaccinazione è consigliata -e gratuita- per le persone con più di 65 anni, e per chi, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni soffra di gravi malattie respiratorie, malattie croniche, immunodepressione. La vaccinazione è poi consigliata anche alle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza.
Secondo le autorità sanitarie dovrebbe vaccinarsi il 75% della popolazione, almeno tra le categorie considerate “a rischio”. In Italia siamo ancora lontani da questo obiettivo, a causa sia di una generale sfiducia nell’efficacia dei vaccini, sia di dubbi e paure su eventuali problemi o effetti collaterali che ne potrebbero derivare.

A conferma di ciò arrivano i risultati di una ricerca condotta da Doxapharma su un campione di 1000 individui tra i 15 e gli 80 anni di età, che aveva l’obiettivo di fotografare l’atteggiamento degli italiani verso la vaccinazione antinfluenzale.
Il 75% del campione, l’80% dei quali è al di sotto dei 55 anni, si è dichiarato contrario alla vaccinazione. Per quali ragioni? 
I valori alla base di questa scelta rispecchiano la condizione psicologica tipica di questa fascia di età: forza, fiducia nelle proprie possibilità, resistenza, autonomia. Giocano tuttavia un ruolo importante anche i timori verso sostanze estranee all’organismo che verrebbero introdotte “senza un vero motivo”. La prevenzione quindi non è vista come una ragione sufficientemente forte da giustificare l’atto di vaccinarsi.

Chi sono allora i favorevoli?
Corrispondono al 26% del campione, quindi circa 1 italiano su 4 è “pro” vaccinazione: non sorprende però che nel 70% dei casi questo individuo abbia un’età superiore a 55 anni.
Per i favorevoli,  vaccinarsi è un modo per prendersi maggiore cura di sé, per avere una attenzione in più verso gli “altri” -che siano la propria famiglia o la società nel suo complesso- e infine per evitare una pausa, se pur breve, nella continuità della propria vita.

Quest’anno il vaccino sarà attivo, oltre che contro i ceppi A/H3N2 e B,  anche contro il ceppo A/H1N1v responsabile dell’epidemia della passata stagione.
L’altra novità riguarda l’introduzione sul mercato di una nuova tipologia di vaccino, a somministrazione intradermica. Il farmaco non viene iniettato a livello intramuscolare ma più superficialmente, nel derma, dove la presenza di un elevato numero di cellule dendritiche, particolarmente ricettive, aumenta la risposta immunitaria potenziando l’effetto del vaccino.
Questo fa sì la nuova formulazione non necessiti delle tanto discusse sostanze adiuvanti e che sia particolarmente adatta agli anziani, il cui sistema immunitario è fisiologicamente più debole.

E se ci si ammala?
I sintomi più caratteristici dell’influenza sono raffreddore, febbre, dolori osteoarticolari, mal di testa, infiammazione della gola. Nei bambini possono comparire frequentemente anche vomito e diarrea, mentre per gli anziani prevalgono debolezza e stato confusionale.

Spesso questi sintomi vengono confusi con quelli generati da altri virus, che si diffondono facilmente soprattutto a inizio stagione perché favoriti dagli sbalzi di temperatura: adenovirus, coronavirus  e rinovirus sono detti virus parainfluenzali, ma non si tratta della vera e propria influenza contro la quale è possibile vaccinarsi.

In entrambi i casi la terapia è rivolta al controllo dei sintomi: antipiretici per abbassare la temperatura, riposo, dieta leggera e assunzione di liquidi per aumentare l’idratazione sono i rimedi più efficaci. Un decorso regolare dell’influenza non è infatti in sé pericoloso; ciò che sarebbe bene prevenire con il vaccino sono le complicanze, come la polmonite, che nelle persone più deboli possono essere gravi o peggiorare malattie pre-esistenti.

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