Valori colesterolo “cattivo”: se superi 100 sei già a rischio

Redazione 31 agosto 2016 0
Valori colesterolo “cattivo”: se superi 100 sei già a rischio

Colesterolo “cattivo”? Quale soglia è bene non superare?

Da oggi lo sforzo di mantenere il colesterolo “cattivo” (ldl) sotto il livello dei 190 non è più sufficiente, è necessario abbassarlo ulteriormente. Ad affermarlo è il Presidente della Società Italiana di Cardiologia, Francesco Romeo, che sulla base delle ultime linee guida pubblicate dalla Società Europea di cardiologia (Esc) avverte come per la prima volta un documento europeo non lascia spazio ad alcun dubbio sulla relazione colesterolo cattivo-malattie cardiovascolari.

Se dunque in passato si ammettevano soglie di colesterolo ldl più alte e per la prescrizione di farmaci si attendeva che il paziente raggiungesse i 190, ora questi livelli si abbassano e la raccomandazione è quella di rimanere entro un range di <a href="http://www viagra vendre belgique.trigliceridiecolesterolo.it/category/colesterolo/” target=”_blank”>colesterolo che va dai 70 ai 100. Nessun soggetto è escluso: ci si rivolge anche a coloro che non sono considerati “a rischio”.

Il monito è di dimezzare il colesterolo, se presente in quantità eccessiva, anche andando al di sotto dei limiti e senza mai dimenticare che minore è il suo livello più in forma sarà il nostro cuore.

Per intervenire contro il colesterolo cattivo, alimentazione sana e sport restano le abitudini alle quali non si può dire di no, ma un aiuto importante arriva dall’assunzione di Colesia® . Nella sua formulazione in capsule molli (softgels), Colesia® è un integratore a base di steroli e stanoli vegetali che sono fondamentali per la capacità di inibire l’incorporazione delle micelle a livello intestinale e, di conseguenza, ridurne l’assorbimento. Inoltre studi clinici provano come questo prodotto sia in grado di ridurre i livelli di colesterolo ldl dal 10% al 33%, a seconda delle dosi.

Colesia® dunque, dichiara guerra al colesterolo ldl che, se presente in quantità elevata, rappresenta un fattore di rischio importante per la salute cardiovascolare, dal momento che favorisce l’insorgenza di aterosclerosi e restringimento del canale dei vasi sanguigni.

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