Vero o falso? 10 domande frequenti sulla prostata

Redazione 27 maggio 2016 0
Vero o falso? 10 domande frequenti sulla prostata

Allo scopo di confermare o smentire le tante voci discordi in Rete sulla prevenzione e i controlli per il tumore alla prostata, Fondazione PRO ci fornisce un utile decalogo scientifico per una corretta prevenzione.
Vi ricordiamo che Fondazione PRO Onlus (Fondazione per la Prevenzione e Ricerca Oncologica) nasce con lo scopo specifico di promuovere la prevenzione e la ricerca scientifica e clinica nel settore delle malattie oncologiche, in particolare del tumore della prostata e che è possibile sostenerla donando il proprio 5×1000, tramite bonifico bancario o bollettino postale, via PayPal o Rete di solidarietà Unicredit.

VERO O FALSO?

Per una corretta prevenzione del tumore della prostata, è sufficiente controllarsi una volta ogni 5 anni.

Falso, è necessario eseguire il dosaggio del PSA ed una visita urologica una volta l’anno .


Il carcinoma della prostata è una malattia che presenta una predisposizione etnica.

 Vero, questo tumore è essenzialmente una  malattia dei Paesi occidentali , infatti l’incidenza e la mortalità più elevata si osserva nei maschi afro-americani degli Stati Uniti, la più bassa in Giappone, Cina ed altri Paesi asiatici.

La familiarità non è un fattore di rischio per il tumore della prostata.

 Falso, il rischio di ammalarsi aumenta di otto volte per chi ha un parente consanguineo (padre, fratello eccetera) con la malattia, rispetto a chi non ha nessun caso in famiglia.

Alcuni fattori metabolici, sembrano aumentare il rischio di insorgenza del tumore della prostata.

 Vero, l’ipertensione e una circonferenza della vita superiore ai 102 cm, sono stati associati con unrischio significativamente maggiore di cancro della prostata , aumentandolo del 15% (p = 0,035) e 56 % (p = 0,007) rispettivamente.

La prevenzione del tumore della prostata va iniziata, in tutti i casi, dopo 50 anni.

 Falso, la diagnosi precoce con il dosaggio del PSA e una visita specialistica urologica annualmente a partire dai 50 anni di età , vale per i soggetti che non presentino una familiarità positiva per tumore della prostata, della mammella e dell’ovaio, mentre I soggetti con storia familiare di carcinoma prostatico dovrebbero iniziare i controlli dai 45 anni di età.

Un valore del PSA superiore alla norma, non vuol dire necessariamente che si è affetti da un tumore della prostata.

 Vero, la quantità di PSA nel sangue può aumentare sensibilmente qualora le strutture ghiandolari della prostata vengano danneggiate (infezioni delle vie urinarie, iperplasia prostatica benigna o in seguito a manovre strumentali). Inoltre, il risultato del PSA potrebbe essere alterato anche da condizioni che determinano un massaggio della prostata, come andare in bicicletta, sottoporsi ad una visita o a una ecografia, avere rapporti sessuali. In questi casi, quindi, è meglio rimandare di tre giorni il prelievo per il PSA.

Per una corretta prevenzione del tumore della prostata, è sufficiente il solo dosaggio del PSA.

 Falso, il dosaggio del PSA da solo non è sufficiente per una corretta prevenzione del tumore della prostata, ma questa indagine va completata con la visita urologica che si esegue attraverso l’esplorazione digito-rettale ed eventualmente l’ecografia trans-rettale (TRUS).

Le abitudini alimentari e lo stile di vita in generale sembrano giocare un ruolo importante nel rischio di insorgenza del tumore alla prostata.

 Vero, una dieta ricca di grassi saturi, obesità e mancanza di esercizio fisico , sono solo alcune delle caratteristiche e delle abitudini negative, che sembrano f avorire lo sviluppo e la crescita del tumore della prostata . Per tali ragioni, pur non esistendo una prevenzione primaria specifica per il tumore della prostata, alcune regole comportamentali, possono essere incluse nella vita di tutti i giorni: aumentare il consumo di frutta, verdura e cereali integrali e ridurre quello di carne rossa, soprattutto se grassa o troppo cotta, e di cibi ricchi di grassi insaturi.

Il valore del PSA merita attenzione solo quando supera il valore di 10 ng/ml.

 Falso, oggi piuttosto che considerare il valore assoluto di PSA, si tende a porre maggiore attenzione sulla sua cinetica, cioè su  come il valore di PSA varia nel tempo . Infatti anche il valore limite di 4 ng/ml ha perso, in parte il suo valore. Tanto è vero che vengono considerati pazienti con rischio aumentato di sviluppare un tumore della prostata, anche quelli con un livello di PSA superiore ad 1 ng/ml a 40 anni di età e uomini di 60 anni con un valore superiore a 2 ng/ml.

Il tumore della prostata ha una crescita molto lenta ed è spesso asintomatico fino alle fasi avanzate.

 Vero, infatti in meno del 10% di pazienti il carcinoma della prostata si manifesta con sintomi legati alla sua disseminazione metastatica quali dolori ossei anche gravi.
Altri sintomi raramente possono essere legati alla progressione locale del tumore, come l’ematospermia (sangue nello sperma), dolore perineale e alterazioni della funzione erettile. Tali caratteristiche, lasciano ben comprendere quanto una prevenzione accurata basata su controlli periodici , siano fondamentale per la diagnosi e il trattamento precoce di questa malattia , lasciando così ampie possibilità terapeutiche.

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