Clima “pazzo” e salute, intreccio “fatale”…

Redazione 10 maggio 2006 0

10/05/2006

Il clima sulla terra sta cambiando: la temperatura globale si sta alzando e le conseguenze di questo surriscaldamento si ripercuotono sull’ambiente. Anche l’uomo rischia di risentire di questi cambiamenti.

Dal freddo siberiano alle ondate di caldo africano, gli sbalzi di temperatura, secondo gli scienziati, sono dovuti all’aumento dei gas atmosferici responsabili dell’effetto serra (i gas serra). Tra i gas serra naturali troviamo il vapore acqueo, l’anidride carbonica, il metano, l’ossido nitrico e l’ozono. Alcune attività dell’uomo oltre ad aumentare il livello di tutti questi gas, ne liberano altri, estremamente nocivi, non presenti in natura, generati da diversi processi industriali, come gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e l’esafluoruro di zolfo (SF6). I gas serra naturali favoriscono da sempre la regolazione e il mantenimento della temperatura terrestre, in assenza dei quali sarebbe di 33°C inferiore a quella attuale (circa 15°C), permettendo alle radiazioni solari di passare attraverso l’atmosfera, in pratica funzionando come i vetri di una serra che trattengono il calore. Le attività umane stanno tuttavia alterando la composizione chimica dell’atmosfera, aumentando notevolmente le emissioni dei gas serra, che secondo gli scienziati sono alla base dei profondi mutamenti climatici in atto.

Recenti stime indicano che l’aumento della temperatura entro i prossimi 100 anni sarà di circa 3,5°C e già negli ultimi 50 anni abbiamo risentito di alcuni problemi legati al surriscaldamento del globo. Il surriscaldamento aumenta i rischi per la salute a carico delle persone con problemi cardiaci, intensifica la frequenza dei colpi di calore e la diffusione dei problemi respiratori. Nei giorni particolarmente caldi, secondo le statistiche, la frequenza delle morti e dei ricoveri ospedalieri aumenta drasticamente, in particolare fra le persone anziane e i malati di asma. Secondo gli autori di uno studio pubblicato sul Lancet, infatti, circa la metà dei decessi verificatisi durante l’ondata di calore in Europa nell’estate del 2003 sono da ricondurre al fenomeno del surriscaldamento.
Gli sbalzi climatici influirebbero anche su diverse malattie infettive, secondo studi condotti su più di 300 malattie umane, la distribuzione degli agenti patogeni a livello globale sarebbe infatti da ricollegare al clima, i cui mutamenti porterebbero ad un drastico aumento delle malattie a trasmissione umana.

L’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute dell’uomo, e le malattie del nostro corpo legate alle condizioni atmosferiche (le “meteoropatie”), vengono studiate dalla “biometeorologia medica”, una disciplina finora relegata alle pratiche delle medicine non convenzionali, di recente emersa in tutta la sua attualità. L’istituto di bioclimatologia dell’Università di Milano, che da anni svolge la sua attività di ricerca in questo settore, pubblica ogni settimana un bollettino meteorologico, il “biometeoalert”, che associa disturbi e patologie con gli eventi atmosferici (abbassamento temperatura, umidità, vento, etc), indicando le categorie a rischio e fornendo consigli di prevenzione.

Secondo gli studiosi i cambiamenti climatici in atto indicano che la terra è ormai oltre al limite della sua capacità di assorbimento dei gas serra. Senza interventi cruciali per quanto riguarda le emissioni e quindi l’inquinamento, le profonde alterazioni climatiche avranno ripercussioni sempre più gravi su salute e ambiente.

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