Le biotecnologie: non solo OGM

Redazione 13 giugno 2004 0

13/06/2004

Le biotecnologie, uno dei rami scientifici che si sta prepotentemente affermando nel mondo, hanno un ruolo molto importante soprattutto in medicina. Grazie ad esse, infatti, si potranno, ad esempio, sintetizzare nuovi farmaci più efficaci, produrre tecnologie diagnostiche più precise e aiutare l’ambiente.

Nel linguaggio comune biotecnologie sono sinonimo di OGM cioè organismi geneticamente modificati. In realtà le biotecnologie sono molto di più. Secondo John E. Smith, professore di microbiologia applicata alla Università di Strathclyde (Glasgow, UK): “Sono l’insieme delle tecnologie che contemplano l’utilizzo di organismi o di loro componenti cellulari nei processi industriali per la produzione di beni e di servizi, e nella gestione dell’ambiente”.
Il campo nel quale hanno trovato una maggiore applicazione è sicuramente quello medico. Quasi ogni giorno compaiono sul mercato nuovi strumenti terapeutici e nuovi farmaci grazie all’utilizzo di processi biotecnologici. Sono ormoni, proteine regolative, antibiotici, vaccini, prodotti per la diagnosi di molte patologie e per la diagnosi prenatale di malattie genetiche. L’area senza dubbio più controversa e rivoluzionaria delle biotecnologie è la terapia genica umana, che potrà, forse, contrastare molte malattie fino ad ora incurabili.

Nuove molecole
In aiuto alla terapia e alla diagnostica
Vaccini
Animali transgenici
Terapia genica
In campo ambientale
Approfondimenti

Nuove molecole
Abbinando alle tecniche tradizionali le nuove tecnologie, l’industria farmaceutica ha a disposizione nuovi strumenti per migliorare i microrganismi produttori e ottenere così nuovi e più efficaci antibiotici.
Un interresse sempre più crescente si va incentrando sulle molecole dell’organismo che assolvono una funzione regolatrice. Si ricorre alle biotecnologie, o meglio all’ingegneria genetica, per ottenere queste molecole in quantità praticamente illimitata.
In pratica si fa produrre ad un microrganismo (un battere) la proteina che ci interessa, inserendo in esso il gene, cioè il frammento di DNA, che porta l’informazione per la sua produzione. Oggi l’industria farmaceutica ci fornisce, in questo modo, l’insulina, l’ormone della crescita e l’interferone.

In aiuto alla terapia e alla diagnostica
Le applicazioni delle biotecnologie in campo medico hanno contribuito alla prevenzione, alla diagnosi e alla terapia di molte patologie.
Per esempio, la scoperta di particolari anticorpi, detti monoclonali, che riconoscono in modo specifico solo una determinata molecola è risultata di utilità nel settore diagnostico. Infatti questi, grazie alla loro specificità e alla possibilità di averli in quantità illimitata, vengono utilizzati nell’oncologia, perché permettono di distinguere in modo specifico le strutture prodotte da cellule tumorali. Inoltre sono usati anche a scopo terapeutico in quanto capaci di trasportare il farmaco anti-tumorale solo alle cellule malate.

Vaccini
Anche l’applicazione delle biotecnologie alla produzione di vaccini destinati all’uomo ha aperto prospettive nuove al trattamento di alcune malattie, percorrendo una strada innovativa rispetto a quelle già tentate in passato. Per esempio un notevole successo è stato ottenuto dal vaccino contro l’epatite B, che è stato prodotto con le tecniche del DNA ricombinante.

Animali transgenici
Attualmente tutti i “biofarmaci” sono prodotti da cellule, microbiche o di mammiferi, modificate con l’ingegneria genetica. Un altro traguardo raggiungibile in un futuro prossimo potrebbe essere quello di trasformare alcuni mammiferi in fabbriche di farmaci. Ad esempio, potremmo avere pecore transgeniche che fanno il latte che contiene uno dei fattori (IX) della coagulazione del sangue fondamentale per la cura dell’emofilia. L’estrazione e la purificazione di queste molecole viene enormemente facilitata proprio perché sono contenute nel latte. In questi animali viene inserito un gene che porta l’informazione per produrre la proteine di interesse e solo in determinate zone, cioè le ghiandole mammarie.

Terapia genica
Per terapia genica si intende il trasferimento di tratti di DNA (materiale genetico) allo scopo di prevenire o curare una malattia. Nel caso delle malattie genetiche, in cui un gene è difettoso o assente, la terapia genica consiste essenzialmente nel trasferire la versione funzionante del gene nell’organismo dell’ospite, in modo da rimediare al difetto.
Gli sforzi più intensi sono incentrati sul quelle malattie dovute a difetti (mutazioni) in singoli geni, come la fibrosi cistica e l’emofilia. È opinione di alcuni studiosi che la terapia genica consenta di trattare con successo molte malattie ereditarie.

In campo ambientale
Un’area delle biotecnologie in rapido sviluppo è quella che utilizza i microrganismi per degradare le sostanze inquinanti presenti nell’ambiente e nel suolo. Per esempio, nei terreni contaminati spesso sono presenti microrganismi in grado di attaccare le sostanze chimiche inquinanti che risultano tossiche per la gran parte degli altri organismi viventi.
L’utilizzo delle biotecnologie per il recupero ambientale (che va sotto il nome “bioremediation”) consiste nell’isolare questi microbi e fornire loro l’ambiente migliore per farli agire più efficacemente, in modo da eliminare quell’inquinante. Il principio fondamentale è l’uso del metabolismo microbico per convertire le sostanze chimiche dannose in qualcosa di innocuo.

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