A Milano una finestra aperta sulla medicina india

Redazione 8 luglio 2010 0

All’interno del Latinoamericando Expo spazio alle culture indigene. Con il saluto delle autorità diplomatiche e la presentazione dei diversi progetti di cooperazione per lo sviluppo, si è dato il via ai tre giorni dedicati al Paraguay, protagonista di un’iniziativa intitolata “Paraguay y sus fronteras abiertas”

A dare il benvenuto ai presenti, il direttore generale di Latinoamericando Expo, dott. Juan José Fabiani, il quale ha messo in evidenza la bellezza del Paraguay, sottolineando che la nazione Guaraní, oltre alle diverse attrative naturali, è riconosciuta per l’affabilità della sua gente che ha descritto come disponibile, gentile e sensibile.
Diversi rappresentanti diplomatici hanno presenziato all’inaugurazione trasmettendo ai presenti il loro entusiasmo all’iniziativa di Latinoamericando. Il Dr. Roberto Sega, Console Onorario del Paraguay a Milano, Gustavo Glavinich, Ministro per le Opere Pubbliche del Paraguay, Rodolfo Luís Gonzalez Garabelli, Ambasciatore del Paraguay in Svizzera, Alberto Costantini, Responsabile Immigrazione Dipartimento Regionale Sicurezza, Bruno Aloi, Presidente dell’International Committee for Christopher Columbus, tutti presenti, hanno ribadito il loro interesse a collaborare per la realizzazione di progetti per lo sviluppo del paese e per la diffusione della sua cultura.

Con la collaborazione dell’Associazione Guaranì Rekavo di Milano, nelle tre giornate si propone una panoramica generale dell’unica nazione al mondo che ha la bandiera con la caratteristica distintiva di mostrare emblemi differenti sui due lati.
Ettore Piras e Cristina Piras hanno raccontato il progetto di recupero e restauro della “ Missione di
Trinidad”, costruita dai Gesuiti delle antiche “Riduzioni”, attualmente Patrimonio Culturale dell’umanità dell’UNESCO. “Luz y Sonido”, la Mostra presente in queste tre giornate documenta e spiega il progetto con materiale fotografico descrittivo. Un percorso culturale che vuole raccontare la vita dei Guaranì, gli Indios della zona, e dei Gesuiti che hanno lavorato in questi luoghi e documentare l’incontro delle due civiltà.

A conclusione della serata la proiezione del documentario “Tetagua Ra’anga” “Visi Volti e Sembianze di un paese chiamato Paraguay” del regista Urbano Palacio, un omaggio alle donne  Guaranì, motore indispensabile della società tradizionale, di cui  sono stati focalizzati anche alcuni aspetti relativi alla farmacopea e alla medicina naturale
L’Associazione Guaranì Rekavo di Milano, infine, espone i tessuti naturali degli Indios Guaranì quali il “karanday” della zona “chaco”, area occidentale del Paraguay, e l’artigianato in legno “palo santo” oltre a tovaglie e mantelli lavorati con la tecnica “ñandutí” (ragnatela), merletto tipico del Paraguay frutto del sincretismo delle diverse culture

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