Gemelli Health System: la “cura oltre la cura” comincia con l’informazione

Redazione 6 giugno 2019 0
Gemelli Health System: la “cura oltre la cura” comincia con l’informazione

Una infoline aperta ogni giorno, h24, a disposizione dei pazienti e di chi abbia necessità di consigli e chiarimenti su nutrizione e patologie rare. Questo l’impegno di Gemelli Health System (GHS) all’esordio nella comunicazione digitale (e non solo) per informare sui propri prodotti, miscele nutrizionali garantite come Alimenti ai Fini Medici Speciali (AFMS).

La ricerca ha dimostrato che ogni paziente è diverso dall’altro: l’approccio integrato tra terapia medico-chirurgica, abbinato a formulazioni mirate di micronutrienti, può contribuire a un più rapido e completo recupero dello stato di salute del paziente. A confermare l’importanza di questo innovativo modello di ‘cura oltre la cura’ è il Prof. Giovanni Scambia, Direttore Scientifico di Fondazione Gemelli IRCCS “Il progetto di Gemelli Health System si inserisce perfettamente in questa nuova visione che il Gemelli vuole dare come Ospedale e lo fa affrontando uno dei temi cardine della salute umana attuale: quello della Nutrizione. Perché un tema cardine? Perché probabilmente nutrirsi bene ha un’attività preventiva importante, perché ci sono situazioni in cui la nutrizione diventa assolutamente fondamentale sia come atto preventivo sia come atto coadiuvante le principali terapie”. (link all’intervista)

Gemelli Health System (GHS), società controllata al 100% dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, è all’avvio delle proprie attività “Le prime miscele studiate appositamente per i pazienti affetti da Obesità Sindromiche, saranno disponibili entro Giugno“, ha annunciato Enzo Lucherini, direttore generale di Gemelli Health System. La ricerca nel campo della nutrizione ha fatto molti passi avanti, ed è emersa l’efficacia dei micronutrienti. “Abbiamo concretizzato l’esperienza clinica e di ricerca del Policlinico Gemelli offrendo opportunità importanti a tutti i malati, non solo a quelli del Gemelli – prosegue Lucherini. I nostri medici e nutrizionisti hanno studiato una serie di alimenti a fini medici speciali (Afms) per patologie rare o complesse”. Obiettivo: integrare l’opera del medico curante, offrendogli una nuova risorsa. Un esempio pratico di medicina traslazionale, che trova la sua origine nel protocollo Nutricatt applicato al programma europeo Eras (Enhanced Recovery After Surgery), che ha appunto lo scopo di migliorare gli outcome clinici dei pazienti grazie anche a una nutrizione mirata”. (link all’intervista)

Studi e ricerche con risultati concreti: nuovi alimenti a fini medici speciali (Afms) studiati proprio su misura per pazienti con malattie rare e fragilità nutrizionali, in condizioni come la Sindrome di Praeder-Willi, le Rasopatie, la Sarcopenia cardiochirurgica, tra le prime ad essere tra gli obiettivi di GHS.

I prodotti vengono sviluppati seguendo proprio le indicazioni dei medici e dei nutrizionisti del policlinico, con l’obiettivo di colmare un vuoto e offrire ai pazienti, come detto, il giusto mix di micro e macronutrienti più adatto.

Ci saranno anche formulazioni studiate per la preparazione ad interventi chirurgici, come per la chirurgia del carcinoma gastrico, del tumore della vescica, del cancro alle ovaie ed altre patologie. Alcuni studi – ha evidenziato ancora Lucherini – hanno infatti mostrato che un’alimentazione mirata comporta anche una riduzione dei giorni di degenza“.

Una posizione questa, condivisa appieno anche da Antonio Gasbarrini, direttore dell’Area di Medicina interna, gastroenterologia e oncologia medica del Policlinico Gemelli. “Una formulazione di micro e macronutrienti davvero mirata – ha spiegato infatti Gasbarrini – è in grado di colmare i deficit nutrizionali che si riscontrano spesso nelle persone con patologie rare. Ma si tratta di un elemento importante anche in oncologia: se il paziente non è malnutrito, potrà rispondere meglio alla terapia. Secondo alcuni dati preliminari, è possibile ridurre la durata del ricovero di un giorno e mezzo, limitare il rischio di nuovi ricoveri a 30 giorni ed eseguire interventi più radicali. In sintesi – ha concluso Gasbarrini – stiamo disegnando prodotti ad hoc per un’alimentazione il più possibile personalizzata, direi sartoriale, per un vasto gruppo di patologie o condizioni”. (link all’intervista)

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