Calcoli renali, come riconoscerli ed espellerli

Redazione 30 novembre 2016 0
Calcoli renali, come riconoscerli ed espellerli

Si chiama calcolosi alle vie urinarie e in Italia affligge un numero di persone che varia dal 5 al 10%, con un’incidenza di 100.000 nuovi casi ogni anno.

È un disturbo che interessa soprattutto i paesi occidentali ed è legato a ragioni climatiche e alimentari. Come infatti spiega il Dott. Alberto Saita, Urologo presso l’Unità Operativa di Urologia dell’Istituto Clinico Humanitas, “da noi le temperature sono molto elevate soprattutto nei periodi estivi, e nello stesso tempo abbiamo una concomitanza con quello che è lhabitus alimentare, che in alcune zone è ricco principalmente di proteine della carne, che hanno un ruolo sicuramente importante nello sviluppo della patologia litiasica”.


Come si manifesta e in cosa consiste la diagnosi?

Dolore acuto al fianco, e in alcuni casi anche nausea e vomito, sono i sintomi che indicano la presenza della colica renale che viene solitamente diagnosticata attraverso un’ecografia. Ma, come precisa lo stesso Dott. Saita, “l’ecografia è un esame statico, non è un esame dinamico nel senso che non ci dà aspetti sulla funzionalità del rene, per cui in una grossa percentuale di casi sarà necessario approfondire con un esame TAC con mezzo di contrasto.


Come si cura e come viene espulso il calcolo renale?

Una volta effettuata la diagnosi, il primo approccio è il trattamento del dolore. Akis®, a base di diclofenac è riconosciuto dagli esperti per la sua efficacia contro i sintomi dolorosi e oggi è disponibile nella formulazione sottocutanea in diversi dosaggi (25 mg e 50 mg, in aggiunta ai 75 mg) da impiegare a seconda del dolore che si lamenta.

Nella maggior parte dei casi, quando i calcoli si presentano di piccole dimensioni (attorno ai 7mm) è probabile che vengano espulsi da soli. L’espulsione viene facilitata come indicato dal Dott. Saita “da una terapia medica, quindi si segue il paziente per un periodo più o meno lungo, intendendo qualche settimana, con una terapia espulsiva che utilizza e si avvale dei farmaci menzionati proposito del dolore, quindi dei FANS o dei morfino-derivati se c’è necessità, inoltre ci sono dei farmaci che si utilizzano proprio per favorire l’espulsione del calcolo […] Questi sono farmaci che allargano il collo vescicale e che rilasciano anche il distretto urinario inferiore, quindi il meato ureterale, favorendo l’eliminazione del calcolo stesso”.

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